LE FIABE
DELLA VALLE DEI CONIGLI
di Claudia Vitrani
con la collaborazione di Paolo Fantasia
Un grosso ringraziamento ai nostri coniglietti nani Camillo, Teresa, Lucia, Marta ed Enrico che con la loro simpatia ed il loro affetto ci hanno dato l'ispirazione per scrivere questo libro. (clicca qui per conoscere i coniglietti ispiratori)
PREMESSA
Cari lettori, vi consiglio di non saltare questa premessa, perchè solo leggendola potrete capire realmente il senso di queste fiabe!
Dovete sapere che queste storie sono ambientate in un grossissimo podere appartenente ad un vecchio e ricchissimo proprietario terriero vissuto molti e molti anni fa.
Come già detto era ricchissimo e molto avaro; non volle dividere l'enorme quantità di terre che possedeva tra i suoi parenti e lasciò scritto sul suo testamento che per duecento anni dalla sua morte, nessuno avrebbe potuto abitarle o coltivarle, ma avrebbero dovuto essere lasciate in abbandono, cosicchè quando i suoi eredi le avrebbero riavute, avrebbero dovuto ricominciare
tutto dal nulla!Così, quando il vecchio morì, i contadini prima di abbandonare la proprietà, liberarono tutti gli animali, affinchè vivessero liberi in quelle terre, com'era la loro natura.
La proprietà era molto grande: campi, colline, boschi, montagne e perfino un lago. Gli animali che si ambientarono meglio furono i conigli, famosi per la loro prolificità, che si distribuirono su tutto il territorio dividendosi in tribù a seconda delle varie razze: lepri, nani, giganti, ariete e via dicendo...
Con il passare degli anni nessuno di loro conigli si ricordava più degli umani e della loro vita in schiavitù; ognuno viveva nel suo Regno: le Terre del Nord sulle montagne, le Alte Terre sulle colline, le Terre Calde in pianura e nei campi e le Terre d'Oltremare situate oltre al Lago che per loro era grande quasi come un oceano e poi le Terre Misteriose o Sconosciute, quelle ancora inesplorate!
Vivevano nel loro Mondo e avevano i loro Re, Regine e Principesse, le loro Leggende, le loro Fate e i loro Eroi, come ad esempio il nostro Camillo Cuore Impavido che con la Teresa Dolce Profumo sono dei coniglietti ariete o La Lucia Fiore Delicato che con i suoi figli è una coniglietta giarra bianca.
Detto questo, vi lascio alle loro avventure, buon divertimento!!!
CAMILLO CUORE IMPAVIDO
RE DELLE TERRE CALDE
C'era una volta un prode Principe di nome Camillo Cuore Impavido. Era bello, forte e coraggioso, ma purtroppo il re, suo padre, aveva dilapidato tutto il patrimonio del regno e alla sua morte il povero Camillo rimase povero, poichè tutti i possedimenti del padre furono divisi fra i molti creditori e lui fu costretto ad andare in giro per il mondo in cerca di fortuna.
Lo accompagnava sempre il suo fido scudiero e fratello di sangue Enrco Animo Fiero, che anche se molto giovane lo aiutava ad esercitarsi nell'arte guerresca.Un bel giorno, cammina che ti cammina, capitarono in un piccolo villaggio. La gente lì era molto ospitale e non fu loro difficile trovare un riparo per la notte.
Gironzolando la sera per le stradine del villaggio, notarono però che tutti erano molto tristi e ne chiesero la ragione ad una contadina. La donna rispose:- Siamo molto dispiaciuti perchè il vecchio Re sta morendo e dato che le sue figlie non sono sposate, suo cugino Rufus, un conte malvagio, vuole prendere il suo posto al trono e per tutti noi sudditi saranno guai!Proprio in quel momento si sentì un gran trambusto provenire dalla piazzetta e Camillo ed Enrico si precipitarono a vedere che cosa stava succedendo; era un drappello di soldati che, maltrattando e bistrattando la gente che era lì riunita per le solite chiacchiere serali, affiggeva dei manifesti.
Un contadino che sapeva leggere si fece portavoce e disse che annunciavano che di lì a una settimana ci sarebbe stato il matrimonio fra il Conte Rufus e la primogenita del Re, la Principessa Teresa Dolce Profumo.A quel punto tutti, increduli, cominciarono a vociferare e a lamentarsi:- Non è possibile, non può essere; qui c'è sotto qualcosa!
E avevano proprio ragione:
trasferiamoci ora al castello dove la povera Principessa Teresa era prigioniera nelle sue stanze e poteva ricevere in visita solo la sorellastra Lucia Fiore Delicato e di sua figlia Marta Tenera Luna.La Principessa Teresa era veramente disperata, piangeva e non si dava pace:- Oh, Lucia, amata sorella, cosa posso fare per salvare me stessa e il nostro paese dalle grinfie di quel malvagio? Nostro padre è obbligato a letto morente e Rufus non mi permette neanche di dargli l'ultimo saluto! Dice di aver avuto la sua benedizione per il nostro matrimonio, ma io non ci crederò mai!
Lucia tentava di consolarla, ma anche lei, conoscendo il carattere del patrigno e ricordando con quale amore l'avesse accolta nella loro famiglia, sospettava ci fosse sotto qualcosa.
Poi pensando e ripensando, ebbe un'idea: la piccola Marta amava sempre intrufolarsi nei posti più impensati e a volte l'avevano cercata per ore ed ore senza successo in tutto il castello.
Così, mentre Lucia distraeva per un attimo la guardia davanti alla porta della Camera Reale, Marta riuscì ad infilarvicisi.Tornò dopo un pò affranta, portando delle notizie terribili:- Purtroppo il nonno è già morto e nella sua stanza ho sentito il Conte Rufus pieno di arroganza che si vantava con un suo luogotenente: vuole mantenere il segreto sulla morte del nonno fino alle nozze con la zia Teresa per assicurarsi la successione al trono in maniera che agli occhi di tutti possa sembrare legittima!
Le due Principesse, disperate, tentarono un'ultima chance: mandare Marta, che non era sorvegliata, al villaggio per chiedere aiuto.
Nel frattempo Camillo era ancora in piazza e meditava sul malcontento della gente. In quel mentre videro arrivare la Principessina Marta tutta trafelata e piangente che con un filo di voce raccontò agli anziani del villaggio tutto ciò che era successo.
Gli anziani non si davano pace, ma dicevano:- Che possiamo fare contro i soldati? Noi siamo solo dei poveri contadini! Mandiamo un messaggero nelle Terre del Nord a chiedere rinforzi!Il prode Camillo allora con il suo proverbiale coraggio disse:-
Noi lottiamo contro soprusi ed oppressori; il tempo stringe! Vi aiuteremo!!!
In un batter d'occhio ordirono un piano perfetto e mentre un folto gruppo di contadini con torce e forconi distraevano i soldati tutt'intorno alla reggia, Camillo ed Enrico, guidati da Marta che conosceva tutti i passaggi segreti del castello, penetrarono all'interno e sopraffacendo le guardie colte di sorpresa, riuscirono a liberare le due Principesse e le portarono al villaggio.Riavutesi dallo spavento le due vollero conoscere e ringraziare i loro coraggiosi salvatori e subito scoccò fra Teresa e Camillo la scintilla dell'amore.
Camillo, pur estasiato alla vista e dalle dolci parole della Principessa Teresa, che più passavano i giorni, più si dimostrava innamorata, volle prima di tutto mettere a posto le cose, cacciando definitivamente dal regno il Conte Rufus, con la collaborazione del fratello del re defunto, re Tippete, sovrano delle Terre del Nord, che appena aveva avuto le cattive notizie si era precipitato in aiuto delle nipoti alla guida di due legioni di soldati.
La battaglia durò solo due giorni poichè i soldati di Rufus erano mercenari e, appena vistisi a mal partito, se la diedero a gambe. Il Malvagio Conte, vigliaccamente scappò travestendosi da contadino e da quella volta non se ne ebbe più alcuna notizia!
Così le nozze si celebrarono lo stesso, ma furono quelle della Principessa Teresa Dolce Profumo con il nostro Camillo Cuore Impavido, che da quel giorno divenne Re delle Terre Calde.
Non dimenticò però la sua buona sorte e promise che sarebbe sempre corso in aiuto di deboli ed oppressi, da qualunque parte gli fosse giunta la richiesta di aiuto, poichè così lui aveva trovato la felicità.
LUCIA FIORE DELICATO DELLE ALTE TERRE
(Torniamo indietro nel tempo per conoscere le vicissitudini che portarono Lucia Fiore Delicato a far parte della famiglia)
La Principessa Lucia Fiore Delicato non era nata nelle Terre Calde, ma nel Regno delle Alte Terre, una landa di montagna distante quasi 5 giorni di cammino.
Lì l'aria era più fresca e cristallina, la vita era molto semplice, essendo quasi tutti pastori, ma la cosa più singolare era che tutti i suoi abitanti avevano le orecchie ritte sulla testa, come le penne degli indiani.Quando fu dato l'annuncio che il Re delle Terre Calde sarebbe venuto in visita con il suo seguito, per riposarsi in tranquillità, lontano dai problemi del suo Regno, tutti si mobilitarono per il grande evento!
Per accoglierlo, si organizzò una grande festa con balli, canti e tante leccornie preparate dalla donne del paese apposta per impressionare il Re.
Tutte le ragazze aprofittarono dell'occasione per agghindarsi adornandosi con ghirlande di fiori freschi e indossando vestiti sgargianti.Così fece anche la giovane Lucia; e quella sera fu subito notata dal Delfino del Re, Gelsomino Animo Gentile, il suo nipote prediletto da lui designato come Reggente al trono, dato che non aveva figli maschi e sua figlia Teresa era giovanissima.
Fu proprio un amore a prima vista e Gelsomino la volle subitop presentare allo zio, che fu molto colpito dalla sua dolcezza, dal suo aspetto delicato e dalla sua semplicità.
I due giovani passarono i giorni di vacanza stando sempre insieme, chiacchierando, passeggiando mano nella mano e guardandosi negli occhi, sognando ad occhi aperti.Passavano i giorni e Gelsomino non si dava pace al pensiero di dover partire e lasciare la sua Lucia!
Prese così una decisione ed andò a chiedere allo zio il permesso di prenderla in moglie.
Il Re era un po' dubbioso perchè Lucia non era di sangue Reale, ma alla fine, vedendo che l'amore fra i due era così forte e sincero, acconsentì, a patto che le nozze fossero celebrate di lì a due mesi, cosicchè i giovani, stando per un pò lontani, fossero ben saldi nelle loro intenzioni.Gelsomino e Lucia però non volevano stare un minuto di più senza essere marito e moglie e in gran segreto, davanti al parroco del paese, si scambiarano il Solenne Giuramento e furono dichiarati sposi!
Passarono così insieme l'ultima notte.
Venne il giorno della partenza fra lacrime, baci, carezze e tante promesse.Lucia rimase sola e dopo qualche settimana si accorse che le stava crescendo il pancione, ma non si preoccupava più di tanto, pensando alle nozze imminenti!
- Purtroppo, però, molte volte le cose non vanno come ci si aspetta! -
Al ritorno al castello, infatti, appresero che a caua dell'agire sconsiderato di alcuni ministri del Re, i Ratti Campagnoli, una tribù di zingari, avevano rotto il Trattato di Pace e avevano incominciato a fare razzie nei villaggi delle Terre Calde.
Così, anche se a malincuore, Gelsomino dovette partire in difesa del suo paese, senza aver modo di avvisare la sua amata.La guerre fu breve, ma disastrosa, tanti villaggi furono distrutti da questi banditi e ci furono moltissime perdite.
Il buon Gelsomino, che non si tirava mai indietro davanti al pericolo, tentando di salvare una famiglia intrappolata nelle fiamme della sua capanna incendiata, morì a causa delle ferite!
Le sue ultime parole, affidate ad uno scudiero a cui confidò il suo segreto, furono un messaggio di eterno amore per Lucia.Questa per il Regno delle Terre Calde fu la perdita più grave che oscurò perfino la gioia per l'agognata vittoria.
Il Re proclamò sei mesi di lutto nazionale e, preso da questi terribili eventi, dimenticò le nozze e la povera Lucia.Intanto lei aveva dato alla luce due bambini dalle orecchie dritte: un maschio ed una femmina e i due non avevano nome, poichè Lucia voleva sceglierli assieme al suo adorato "marito" Gelsomino.
Il tempo passava inesorabile e Lucia incominciò seriamente a preoccuparsi, non avendo avuto più alcuna notizia.
In paese la prendevano in giro e la schernivano:- Povera illusa con i tuoi due bastardi senza nome!- e lei si sentiva sempre più triste, sola ed abbandonata.
Decise così di andarsene dal paese con i piccoli ancora in fasce e dirigersi verso le Terre Calde, per rivendicare almeno i diritti dei suoi figli, se Gelsomino l'avesse dimenticata.Il viaggio era molto faticoso e pericoloso, anche perchè c'erano ancora bande di Ratti Campagnoli che facevano delle scorribande là intorno, cercando di arraffare ed arricchirsi con quello che potevano.
Un brutto giorno un gruppo di questi loschi individui, che si dedicava al commercio di bambini, inseguì Lucia e minacciandola con le armi, nonostante i suoi sforzi, riuscì a portarle via il figlioletto maschio e il poco cibo che le era rimasto.
Vincendo la sua grande sofferenza Lucia continuò il viaggio nella speranza di riuscire a mettere in salvo almeno la bambina.Man mano che si avvicinava al Castello, Lucia vedeva la desolazione dei villaggi distrutti e ancora fumanti e leggeva la disperazione e la tristezza negli occhi della gente che incontrava.
Nei pressi della Reggia, volle chiedere ai viandanti cosa fosse successo e apprese così la triste storia della guerra e della tragica fine dell'amato Gelsomino Animo Gentile.
Rimase come impietrita dal dolore e sopraffatta dagli eventi, dalla stanchezza e dalla fame, si accasciò sul ciglio della strada e si addormentò.Passava di lì la Principessa Teresa Dolce Profumo che ogni giorno portava aiuto nei villaggi alle persone bisognose e sentì il pianto di un bimbo; fece fermare la carrozza e vide questa ragazza straniera stremata e lacera con un figlio piangente stretto in grembo. Si mosse a compassione e senza neppure svegliarla la portò al castello.
Lucia dormì tre giorni e tre notti senza mai svegliarsi.
I cortigiani vollero tutti vedere la ragazza addormentata, incuriositi anche dalle sue orecchie dritte.
Uno di questi era lo scudiero di Gelsomino, che colpito da questo particolare, chiese udienza al Re e gli confidò il segreto di Gelsomino e il suo ultimo messaggio.Non appena il Re vide Lucia la riconobbe, ricordò tutto e capì di chi fosse figlia la bambina.
Senza dare a Lucia neanche il tempo di dire una parola, pentito forse di avere con la sua decisione separato i due innamorati, chiamò il suo ciambellano ed emanò un editto con il quale adottava Lucia come sua figlia, conferendole il titolo di Principessa e tutti i diritti che ne derivavano.Decisero insieme il nome della piccola che dormiva beata nella culla: Marta Tenera Luna, per via del suo faccino dolce e paffuto.
Fu così che la vita di Lucia Fiore Delicato divenne agiata e serena, circondata dall'affetto di tutti. Tenne però sempre fede al Solenne Giuramento, non volendo più sposarsi, nonostante i mille pretendenti, e non dimenticò mai il suo figliolo rapito che continò a cercare senza sosta per tutta la vita.
© Claudia Vitrani - Paolo Fantasia