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Mist
Nelle immote ore in cui si dondola impercettibile l'estate,
un imperativo ci tien desti: bagnare Protty. Riducendo ogni sforzo al
minimo necessario, si posa il libro, ci s'avvia alla porta e ci si immerge
nell'umida luce del meriggio. Si apre il rubinetto, si segue il lunghissimo
tubo di gomma per scovarne il capo, s'afferra la pistola, e
via!
I prottidi non hanno più scampo
Il mist è il modo in cui la pistola dell'irrigatore da giardino
vaporizza l'acqua in un leggerissimo pulviscolo d'aria e d'acqua di
grana finissima. Protty e compagni conoscono l'abbondante pioggia che
calma l'arsura ma altrettanto bene conoscono l'impalpabile nuvola del
mist che giunge a rinfrescarli. Come uno scampanellio trasparente s'avvicina.
Protty balza qua e là tendendo l'orecchio; per gioco se ne va,
si volge, viene, s'arresta:
pregusta così la gioia prima di concederlesi. Ora il mist lo
raggiunge e l'avvolge:
tutt'altro che schivo Protty si raccoglie allora a chioccia
volgendo il dorso, ma l'occhio
vivissimo spunta a dar vita a questa immobilità inorganica.
L'acqua scende e s'accomoda lievissima; imperla il manto, i baffi, le
ciglia di minuscoli cristalli iridescenti. Protty:
il principino delle nevi,
immoto nella luce, ristorato dall'acqua, saldo sulla terra.
Barbara
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Escludendo
il quarto, gli scatti sono di Riccardo Romani.
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