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	<title>Protty Informazione</title>
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	<description>PROTTY INFORMAZIONE è dedicato ai coniglietti internauti e alle loro idee e contributi</description>
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		<title>Quello che ti insegna un coniglio</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Sep 2010 10:23:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Penelope</dc:creator>
				<category><![CDATA[rapporto uomo-coniglio]]></category>
		<category><![CDATA[riflessioni e pensieri]]></category>

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		<description><![CDATA[Quello che ti insegna un coniglio non è riassumibile in poche righe, e la mia è solo una pretenziosa pagina di lapiniana annoiata. Vivere con un coniglio, se fatto con la coscienza dell’immensità dell’anima animale che questi è, diventa filosofia di vita. Diventa una fede, quasi una religione. E’ una convivenza che non ti lascerà [...]]]></description>
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<p>Quello che ti insegna un  coniglio non è riassumibile in poche righe, e la mia è solo una  pretenziosa pagina di lapiniana annoiata.</p>
<p>Vivere con un coniglio,  se fatto con la coscienza dell’immensità dell’anima animale che questi  è, diventa filosofia di vita. Diventa una fede, quasi una religione.</p>
<p>E’ una convivenza che non ti lascerà mai la stessa del “prima”.</p>
<p>Un  coniglio ti insegna ad avere pazienza. La pazienza di chi non ha voce,  di chi non può abbaiare, miagolare, pigolare per attirare l’attenzione.  La pazienza di chi può solo attendere, che può solo elemosinare con lo  sguardo e quei gesti che troppo spesso restano incompresi.</p>
<p>La  pazienza di chi sa che neanche mordere le sbarre serve a guadagnarsi la  libertà. Di chi morirà lentamente per un cibo sbagliato senza poter  chiedere niente di più, niente di meglio.</p>
<p>Un coniglio ti insegna a  superare i tuoi limiti. O almeno a provarci. Nessun mobile è troppo  alto, nessun cavo troppo duro, nessun legno troppo costoso, nessuna  caduta abbastanza rovinosa. Provarci, sempre, senza desistere, con la  tenacia di chi sa che i suoi sforzi saranno ripagati.</p>
<p>Un coniglio  ti insegna la gioia pura. La gioia del saltare solo per la bellezza del  salto, del correre solo per sentire l’aria sul muso.</p>
<p>La gioia delle piccole cose, quelle che noi umani abbiamo perso o dimenticato in chissà che giorno indaffarato.</p>
<p>Un  coniglio ti insegna che basta poco per perdonare. E per perdonarsi. Non  è mai troppo tardi per cambiare, per aprire la porta della gabbia, per  fare una carezza. Non è mai troppo tardi perché loro hanno pazienza,  sanno aspettare.</p>
<p>Un coniglio ti insegna che non sei poi così male  come pensavi. Che forse vale la pena conoscerti, darti una zampa, una  possibilità. Quella di essere grande.</p>
<p>Un coniglio ti insegna che  anche se tutto il mondo ti crede insignificante, stupido, inutile, un  essere inferiore, per qualcuno sarai il motivo di ogni sorriso. Come lui  è per te. Come tu sei per lui.</p>
<p>Un coniglio ti insegna che una  pelliccia è morbidissima sulla pelle nuda. E che sentire il cuore che le  batte sotto, è ancora meglio.</p>
<p>Un coniglio ti insegna che  mangiargli i piedoni è bellissimo, per scherzo. E che non esiste  specismo nella tua testa, appoggiata al pavimento riesci a sentire i  battiti del cuore rimbombare. Quelli di tutti gli animali del mondo.</p>
<p>Un  coniglio ti insegna che la pioggia fa crescere rigogliosa l’erba, oltre  a lasciarti indecisa su che paio di scarpe mettere perché “maledizione,  piove!”.</p>
<p>Un coniglio ti insegna che “Hai i dentoni da coniglio” è  un grande orgoglio, anche quando da piccola ci piangevi su, E che chi  te lo diceva sicuramente ignorava i retro incisivi dei lapini, altrochè!</p>
<p>Un  coniglio ti insegna  che le persone non sono ignoranti e sciocche come  pensavi: lo sono molto di più! Ma che esistono anche persone  meravigliose, che entreranno a piedi nudi nella tua camera e parleranno a  bassa voce per conquistarsi la sua fiducia: la tua, per essere lì, già  ce l’hanno.</p>
<p>Un coniglio ti insegna a non prostituirti  sentimentalmente. Che essere selettivi non è una malattia, ma  sopravvivenza.  Non sei obbligato a darti, puoi scegliere di mordere,  ringhiare, sbattere la zampa e girare le spalle con indifferenza.</p>
<p>Un  coniglio ti insegna che casa tua, e la tua famiglia, puoi difenderle  fino alla morte. Puoi batterti come un leone se invadono i tuoi spazi  senza essere “abbandonato”. Al massimo…sterilizzato!</p>
<p>Un coniglio  ti insegna che fare la pipì sul morbido è decisamente meglio:  letti,  coperte, tappeti. Se poi decidi di non ascoltarlo è la tua anima  civilizzata che parla, ma non sai cosa ti perdi!</p>
<p>Un coniglio ti  insegna  che l’osservazione è la miglior prevenzione. Imparare a  guardarsi l’un l’altro senza che ci sia bisogno di scriversi in fronte  “sto male” per essere soccorsi.</p>
<p>Un coniglio ti insegna che di Friskies e Mc Donald’s si può morire. Anche se ci piacciono.</p>
<p>Un coniglio ti insegna che dormire in due è molto più figo. Soprattutto se l’altro non russa.</p>
<p>Un coniglio ti insegna che ad essere la sua voce. Lui, sarà il tuo cuore.</p>
<p>Marta Marino</p>
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		<title>A voi, che capirete</title>
		<link>http://www.protty.it/protty_informazione/2010/04/a-voi-che-capirete/</link>
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		<pubDate>Tue, 27 Apr 2010 08:01:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Protty</dc:creator>
				<category><![CDATA[marachelle]]></category>
		<category><![CDATA[rapporto uomo-coniglio]]></category>
		<category><![CDATA[giochi]]></category>
		<category><![CDATA[Marta Marino]]></category>
		<category><![CDATA[Penny]]></category>

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		<description><![CDATA[Penny è assolutamente sadica, e sono convinta che lo siano anche molti dei vostri pelosi. Ma mi accingo subito a chiarire il motivo della mia affermazione. Parliamo di un giorno qualunque. Un giorno qualunque in cui siete stanchi morti, un giorno qualunque in cui magari vi siete anche innervositi e non vedete l&#8217;ora di tornare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Penny è assolutamente sadica, e sono convinta che lo siano anche molti  dei vostri pelosi.<br />
Ma mi accingo subito a chiarire il motivo della mia affermazione.</p>
<p>Parliamo di un giorno qualunque. Un giorno qualunque in cui siete  stanchi morti, un giorno qualunque in cui magari vi siete anche  innervositi e non vedete l&#8217;ora di tornare a casa a spupazzarvi il vostro  niglietto adorabile. Un giorno qualunque che sia seguito da un altro  giorno qualunque con sveglia alle 7 della mattina, se non prima. Un  giorno qualunque in cui tra una cosa e l&#8217;altra tirate tardi. Vi state  mettendo in pigiama, e per sbaglio calpestate una pallina di cacca  gentilmente lasciata dal vostro coniglio sul vostro bel tappeto. Ma non  importa, perchè voi avete il LETTO nella vostra visuale, e nulla  potrebbe rovinare questo momento.<br />
Il vostro niglietto è comodamente appollaiato nella sua cuccia, vi  guarda con quegli occhi da angioletto che vi fanno ricordare ogni giorno  perchè lo amate alla follia. Sembra quasi che vi sorrida, che sbatta i  suoi occhioni in modo innocente e terribilmente carino. Lo adorate. Gli  date la sua quotidiana razione di verdura, lui vi dà un tenero buffetto  sulla mano, una leccatina, e si mette a smangiucchiare tranquillo.  Disfate il letto, gli mandate un bacio, e spegnete la luce.</p>
<p>Ecco, questo è il momento. Questo è il momento della trasformazione. Voi  chiudete gli occhi, e lui si trasforma.<br />
No, non gli vengono le ali, non indossa una strana tutina aderente  (anche perchè con quel culone che si ritrova&#8230;) non ha una seducente  rat-mobile.<br />
E&#8217; più una questione di sguardo, e di sorriso. Lo sguardo da dolce  cucciolotto? Sparito. Gli occhi si iniettano di sangue ed un sorrisetto  sadico appare sul loro musetto. Il sedano? Il finocchio? Tutti i  giochini che avete sparso per la vostra stanza? Tzè. Inutili.</p>
<p>Il piccolo mostriciattolo abbandona la sua occupazione e comincia a  girare per la stanza con uno strano ghigno sulla faccia. Vi chiederete  cosa stia pensando. Elementare: come posso dare il maggior fastidio al  mio umano?<br />
Si avvicinerà quatto quatto al vostro viso, per controllare quanto siete  addormentati. Se per caso apriste un occhio non vedreste altro che un  puffosissimo musetto che vi guarda. Sono abilissimi trasformisti.<br />
Se invece state dormendo profondamente, allora inizia il divertimento.</p>
<p>Uno dei metodi di svegliaggio-umano più quotati ho riscontrato essere il  trasloco. Le tecniche più moderne prevedono l&#8217;utilizzo congiunto delle  zampe anteriori e della bocca. Gli oggetti da traslocare possono essere  molteplici, ma vengono predilette le ciotole. Queste devono essere  possibilmente di ceramica, in modo da fare il più rumore concesso.  Bisogna aiutarsi a volte anche spingendo con la fronte, ma tutto  l&#8217;impegno che ci mettono non vale la felicità dell&#8217;essere riusciti  nell&#8217;impresa. Il trasloco deve terminare solo quando l&#8217;umano si alza  inveendo ed inciampando a togliere l&#8217;oggetto traslocato.<br />
L&#8217;umano potrebbe anche lanciare oggetti non identificati  (tendenzialmente ciabatte) in direzione del mostriciattolo. Questo non  deve essere un deterrente. L&#8217;umano deve ALZARSI.</p>
<p>Un altro metodo molto quotato è la corsa-sul-letto. Ovviamente il &#8220;Via!&#8221;  viene dato sempre dal raggiungimento da parte dell&#8217;umano della fase  REM. In quel momento, bisogna cominciare a correre come assatanati sul  letto, possibilmente fiondandosi con forza contro i fianchi dell&#8217;umano e  atterrando sul suo volto.<br />
Non basta che l&#8217;umano dia manate a caso in aria e sbiascichi insulti o  minacce di cottura al forno. L&#8217;umano deve ALZARSI e mettere il mostro in  condizioni di non poter più salire sul letto.</p>
<p>Esiste poi lo sbattimento/lancio di oggetti. Questo metodo ha molte  varianti conosciute. Una molto famosa consiste nel prendere in bocca un  oggetto quale un cucchiaio di legno, e sbatterlo selvaggiamente contro  muri/mobili/armadi. La variante più quotata, però, rimane sempre il  prendere in bocca la porticina della gabbia, alzarsi su due zampe sempre  tenendola saldamente tra i dentini acuminati, e lasciarla ricadere  contro le altre sbarre ottenendo lo &#8220;Sdeeeng&#8221; più forte possibile. Anche  in questo caso, tutto finisce solo quando l&#8217;umano si ALZA e toglie ogni  oggetto lanciabile dalla visuale del mostro.</p>
<p>Segnaliamo anche la possibilità del gioco del &#8220;distruggi-le-cose-arrivando-a-prenderle-dove-l&#8217;umano-non-sospetterebbe-mai&#8221;. E qui nascono dubbi  sul fatto che la trasformazione implichi ali o meno, dato che i mostri  raggiungeranno in quei momenti altezze mai sperimentate prima. Tutto per  prendere libri, soprammobili e quant&#8217;altro, e distruggerli.</p>
<div>
<p>Le varianti di metodologia di svegliaggio-umano paiono essere infinite.  Ma tutte si concludono nello stesso modo:</p>
<p>Un coniglio dolcissimo che guarda un umano con aria innocua come a dire  &#8220;Ma ti sto dando fastidio?&#8221;.</p>
<p>Buonanotte :)</p>
<p>P.s. e se arrivo a scriverci una storia, è perchè sono davvero stressata  U_U</p>
</div>
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<h2>Marta Marino</h2>
</div>
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		<title>Il coniglio: da animale da reddito ad animale da compagnia</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Mar 2010 10:11:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Protty</dc:creator>
				<category><![CDATA[comportamento]]></category>
		<category><![CDATA[rapporto uomo-coniglio]]></category>
		<category><![CDATA[Livia Zamboni]]></category>

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		<description><![CDATA[Il coniglio: da animale da reddito ad animale da compagnia. Breve storia di un cambiamento. Dr.ssa Livia Zamboni, Med. Vet, Castel S.Pietro Terme, Bologna [Si ringrazia l'autrice per la gentile concessione alla pubblicazione] Dalle origini ai giorni nostri LA STORIA La filogenesi dei Lagomorfi è nota a partire dal terziario inferiore (Paleocene) grazie al ritrovamento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il coniglio: da animale da reddito ad animale da compagnia. Breve storia  di un cambiamento.<br />
Dr.ssa Livia Zamboni, Med. Vet, Castel S.Pietro Terme, Bologna<br />
[Si ringrazia l'autrice per la gentile concessione alla pubblicazione]</p>
<h2>Dalle origini ai giorni nostri</h2>
<p><strong>LA STORIA</strong><br />
La filogenesi dei Lagomorfi è nota a partire dal terziario  inferiore          (Paleocene) grazie al ritrovamento di fossili che hanno  dimostrato l&#8217;esistenza          di un animale preistorico con una dentatura con caratteristiche  intermedie          tra i roditori e i lagomorfi; i cui molari hanno caratteristiche  simili          a quelle dei conigli mentre gli incisivi hanno caratteristiche  da roditore          . I più antichi resti fossili appartenenti al genere <em>Oryctolagus</em> sono stati rinvenuti nel sud della Spagna e risalgono ad un  periodo pre-pleistocenico.<br />
Prima dell&#8217;era glaciale i conigli selvatici erano diffusi in  tutta l&#8217;Europa          centro meridionale, dopo l&#8217;ultima glaciazione (Pliocene) li  ritroviamo          solo nella Penisola Iberica e nell&#8217;Africa Nord-occidentale.<br />
Quando i Fenici approdarono nell&#8217;attuale Spagna intorno al 1100  a.C.,          notarono e gustarono le carni di un animaletto simile alle  procavie diffuse          nei loro luoghi natii; in realtà erano dei conigli selvatici e,          poiché nel linguaggio semitico la procavia era detta &#8220;shaphan&#8221;,          essi chiamarono queste nuove terre &#8220;I-shaphan-im&#8221; cioè          l&#8217;isola delle procavie.<br />
A loro si attribuisce la successiva ondata di colonizzazione nel  bacino          del Mediterraneo. Anche i Romani impararono ben presto a  conoscere la          bontà delle sue carni allestendo dei leporari, veri e propri  allevamenti          di conigli e lepri. La fuga di alcuni individui da questi  allevamenti          ha consentito a questa adattabile specie di formare in natura  popolazioni          stabili e riproduttive.<br />
Il vero addomesticamento della specie ebbe inizio nel Medio Evo,  infatti          il merito di aver allevato e cominciato a selezionare i primi  conigli          con particolari caratteristiche frutto di mutazioni naturali,  spetta ai          Monaci francesi nel XVI secolo.<br />
Il processo di selezione per l&#8217;allevamento determinò delle  modificazioni          rispetto alla forma selvatica tra cui una diminuzione generale  delle capacità          sensoriali. Comparirono anche variazioni di peso del cuore e del  cervello,          l&#8217;intestino cieco perse leggermente la sua capacità di  assorbimento          intestinale, mentre il numero di nati per nidiata e la frequenza  dei parti          aumentò.<br />
Ma è soprattutto nella seconda metà del secolo scorso, grazie          allo studio delle Leggi di Mendel, che cominciò la produzione di           nuove razze morfologicamente molto diverse tra loro.<br />
I primi coniglietti nani apparvero in Italia sul finire degli  anni &#8217;70:          si trattava per lo più di soggetti di razza angora bianchi con          occhi rossi provenienti dalla Germania.<br />
La taglia era sicuramente inferiore a quella dei conigli  selvatici ma          ancora molto lontana da quella attuale. All&#8217;inizio ci sono stati  molti          problemi causati dalla variabilità genetica con cucciolate poco          uniformi, poi con il tempo le cose sono migliorate fino ad  arrivare alle          40 razze riconosciute oggi in Italia, per ciascuna delle quali  sono fissati          i criteri di valutazione e i punteggi di classificazione in veri  propri          libri genealogici.<br />
<strong>LA CLASSIFICAZIONE</strong><br />
Il nostro coniglietto è quindi un mammifero e, come tale,  possiede          ghiandole mammarie indispensabili per l&#8217;allattamento dei suoi  cuccioli,          appartiene all&#8217;ordine dei Lagomorfi (che attualmente è  nettamente          distinto da quello dei Roditori) e al genere <em>Oryctolagus</em>.<br />
I Lagomorfi hanno conservato molti caratteri primitivi sono  dotati di          una coda breve, cespugliosa e poco visibile, hanno una  superficie plantare          pelosa a sezione quadrata, narici con mobili vibrisse tattili.<br />
La dentatura è composta da 28 denti permanenti che erompono alla           quinta settimana di vita di cui quattro incisivi superiori (due  grandi          anteriori conformati a scalpello e due piccoli posteriori simili  ad un          chiodino) e due incisivi inferiori.</p>
<p align="right"><img src="../../salute/img1.gif" alt="dentatura" width="222" height="179" /></p>
<p>Altri caratteri distintivi sono il grosso sviluppo  dell&#8217;intestino cieco,          il ciecotrofismo, e la parziale fusione della fibula con la  tibia. Il          loro encefalo ha una struttura primitiva, l&#8217;olfatto è molto  sviluppato          mentre è ridotta la capacità di emettere suoni.</p>
<p>L&#8217;ordine dei Lagomorfi si suddivide in due famiglie: i Leporidi  cui appartengono          11 generi e 45 specie e la famiglia degli Ocotonidi con un solo  genere          e 15 specie.<br />
Il coniglio selvatico, le lepri, e i silvilaghi sono i più  tipici          rappresentanti dei Leporidi.</p>
<h2>
Coniglio selvatico<img style="float: right;" src="../../salute/img2.jpg" alt="coniglio selvatico" width="257" height="178" /></h2>
<p>Il coniglio selvatico è quello che ci interessa maggiormente  perché          è il capostipite del coniglio domestico. E&#8217; un animale di  piccole          dimensioni, possiede un corpo più tozzo, i suoi arti posteriori          sono sviluppati ma con un tarso meno lungo rispetto sempre alla  lepre.<br />
E&#8217; timido e socievole, ha tendenze gregarie e vive in colonie  abbastanza          numerose in tane sotterranee dove partorisce piccoli nudi,  ciechi e sordi.          E&#8217; fortemente stanziale, con spiccato comportamento territoriale  e nella          zona di influenza dimostra una notevole aggressività nei  confronti          di altri consimili. Ha udito e olfatto molto sviluppati e vista  ottima.          Procede a balzi e salti e, quando disturbato, corre compiendo  scarti improvvisi.<br />
La lepre ha lunghe orecchie con la caratteristica macchia scura  sulla          punta, è velocissima, schiva e vive solitaria. Possiede udito e          olfatto molto sviluppati mentre ha una vista poco acuta. Corre  velocemente          compiendo improvvisi scarti e lunghi salti. Trascorre il giorno  al riparo          nella vegetazione in un covo poco profondo che scava con le  zampe anteriori          e modella col corpo, mentre si attiva al crepuscolo e durante la  notte.<br />
Partorisce piccoli meno inetti del coniglio selvatico provvisti  di pelo          e già autosufficienti dopo pochi giorni di vita.</p>
<p>I silvilaghi sono anch&#8217;essi parenti del nostro coniglio,  originari del          Nord-America sono stati introdotti a scopo venatorio anche in  Italia soprattutto          in Piemonte e Lombardia. E&#8217; chiamato <em>cotton-tail rabbit</em> (coniglio          con coda di cotone) per il particolare aspetto del codino. Sono  animali          crepuscolari e notturni, non scavano tane sotterranee e non  vivono in          colonie. I loro piccoli nascono ciechi, nudi e sordi. E&#8217; molto  veloce          nella breve distanza ma poco resistente e su terreno procede a  zig-zag.<br />
Il coniglio è stato selezionato per attitudini ben diverse e  molto          più redditizie rispetto a quelle di animale da compagnia.<br />
In ambito zootecnico l&#8217;allevamento per le sue squisite carni è          sempre molto attivo e redditizio. Le razze più usate sono il  Nuova          Zelanda Bianco, la Californiana che per la loro conformazione,  la resa,          la prolificità e rusticità, loro malgrado, sono le preferite.<br />
Anche la sua morbida pelliccia soprattutto del Cincillà,  dell&#8217;Argentata          di Champagne, dell&#8217;Angora ha sempre incontrato una larga schiera  di estimatori.<br />
Inoltre le sue caratteristiche lo indicano anche come ottimo  animale da          laboratorio sia per la scienza medica che cosmetologica anche se  ultimamente,          grazie alle proteste degli animalisti, il suo utilizzo si è  drasticamente          ridotto.<br />
Per fortuna, negli ultimi anni la sua diffusione come animale da  compagnia          ha avuto una sviluppo esponenziale in quanto possono interagire  notevolmente          con l&#8217;uomo. Sono di taglia ridotta, economici, puliti, con un  morbido          mantello privo di odori.<br />
Sono anche animali robusti se gli assicuriamo un&#8217;alimentazione  corretta,          il giusto movimento e un ambiente dignitoso e pulito.</p>
<h2>
La gestione del coniglio d&#8217;affezione</h2>
<p>L&#8217;alloggiamento in gabbia non è la soluzione ottimale per tenere           un coniglietto, anche se così si annullano molti rischi  collegati          con la convivenza libera in ambiente domestico (come marcare con  urine,          rosicchiare tappeti, fili elettrici e piante), ma rende  l&#8217;animale apatico          favorendo l&#8217;aumento di peso e la stasi intestinale.<br />
La condizione ideale sarebbe quella di poter riservare al nostro  piccolo          amico un&#8217;area in cui muoversi, possibilmente con una gabbia in  cui entrare          e uscire liberamente. Quest&#8217;area potrebbe essere una stanza o  uno spazio          delimitato da un recinto preferibilmente all&#8217;aperto durante la  bella stagione.<br />
D&#8217;altra parte la totale libertà all&#8217;aperto, può presentare          dei rischi come la difficoltà a tenere sotto controllo  l&#8217;assunzione          del cibo e l&#8217;emissione di feci e urine. Aumenta l&#8217;esposizione ad  eventuali          predatori e a parassiti sia interni che esterni, e riduce  moltissimo l&#8217;interazione          con l&#8217;uomo.<br />
L&#8217;attività fisica è indispensabile per conservare il tono          muscolare, per favorire il deposito della giusta quantità di  calcio          a livello osseo, per combattere disturbi gastrointestinali e  urinari e,          non meno importante, per ridurre la noia prevenendo problemi  comportamentali.</p>
<p>La gabbia deve essere utilizzata dal coniglio come una &#8220;casa&#8221;          e non come una prigione. Deve essere lunga almeno tre volte le  dimensione          dell&#8217;animale e abbastanza alta da consentirgli di sedersi  comodamente          sugli arti posteriori. Non deve presentare elementi taglienti ma  deve          essere costruita con materiali resistenti, non tossici e facili  da pulire.          Corrispondono a tutte queste caratteristiche delle gabbie con un  fondo          di plastica e una copertura costituita da sbarre di metallo con  un&#8217;ampia          apertura superiore e un altro sportellino laterale che permette  all&#8217;animale          di entrare e uscire agevolmente.<br />
E&#8217; sconsigliato utilizzare gabbie di legno, acquari in vetro,  gabbie quasi          totalmente chiuse in plexiglas.<br />
Gli accessori indispensabili sono: una mangiatoia in ceramica o  in acciaio          che non si possa rovesciare o essere rosicchiata; un  abbeveratoio a goccia          che va periodicamente controllato e cambiato almeno una volta  l&#8217;anno;          una rastrelliera porta fieno; un casetta-rifugio e una vaschetta  per la          lettiera. Anche la lettiera va scelta accuratamente per evitare  pericolose          conseguenze. La lettiera ideale deve essere: non traumatica ,  non polverosa          o irritante, se ingerita deve essere digeribile e facilmente  espulsa ,          deve avere una buona capacità assorbente, deve essere inodore ,          economica e reperibile.<br />
Il fieno e la paglia possono rispondere alle caratteristiche  sopra illustrate          però sono poco assorbenti. Altri materiali usati sono i tutoli          di mais, la carta da giornale e quella oleata, la segatura , i  trucioli          di legno, i pellets di carta riciclata. Sono sconsigliate perché           potenzialmente pericolose le lettiere per gatti.<br />
Indispensabili per assicurare un sicuro divertimento al nostro  piccolo          amico sono dei giochi come quelli in plastica dura per cani,  quelli costituiti          da mais, tubi di carta, scatole di cartone e legnetti di vite,  nocciolo          e salice per agevolare il consumo dei denti incisivi.</p>
<p>La vita in appartamento può presentare delle insidie se non si          dispone di una zona tranquilla e sicura per il coniglietto. Si  deve esaminare          l&#8217;ambiente in cui lasciarlo libero allontanando oggetti fragili e  di valore          (tappeti, soprammobili, libri ecc.)<br />
Tutti noi conosciamo l&#8217;attrazione che ha il coniglio per i fili  elettrici.<br />
Bisogna posizionare fuori della sua portata anche sostanze  potenzialmente          pericolose come detersivi, farmaci, asciugamani, coperte e  piante tossiche.<br />
Spesso sottovalutata è la convivenza con altre specie animali.          Solitamente i cani e i gatti, se opportunamente abituati, non  presentano          dei grossi problemi.<br />
Il coniglio può andare d&#8217;accordo con i suoi consimili o con le          cavie, instaurando una felice convivenza se si provvede alla sua  sterilizzazione          .<br />
Invece si sconsiglia la convivenza con rettili di grosse  dimensione per          i quali il coniglio può diventare un gustoso spuntino, e con  grandi          pappagalli che se, lasciati liberi per casa, possono ferirlo  seriamente.<br />
Il furetto è un predatore del coniglio quindi è impossibile,          se non in rari casi, un&#8217;eventuale vita comune.<br />
<strong>L&#8217;ACQUISTO</strong></p>
<p>L&#8217;acquisto di un coniglietto, o di un qualsiasi altro animale,  non deve          essere frutto di un impulso improvviso ma deve essere lungamente  ponderato          perché richiede un certo impegno da parte nostra. Si deve essere           disposti a dedicargli ogni giorno un po&#8217; del nostro tempo per  dargli affetto          e per accudirlo ma si deve anche essere comprensivi, soprattutto  quando          compie qualche inevitabile guaio.<br />
Non è un giocattolo ma è un essere vivente che può          darci molto amore e simpatia.<br />
Anche il rapporto con un bambino va valutato attentamente e  soprattutto          va insegnato al bimbo come occuparsi del suo nuovo amico  rendendolo consapevole          dell&#8217;importanza di un essere vivente.<br />
Quando si decide di acquistare un coniglio la prima cosa è  quella          di scegliere un negozio di fiducia che ci dia delle garanzie di  sanità          dell&#8217;animale (meglio se scritte) e che si avvalga della  consulenza di          un medico veterinario esperto di questa specie.<br />
Indipendentemente dalla razza, taglia, colore da noi preferiti,  quello          che dobbiamo ricercare in un buon acquisto è la sanità  dell&#8217;animale          e, non meno importante, il suo buon carattere.<br />
Spesso nei negozio si trovano dei bellissimi coniglietti meticci  nati          dai più disparati incroci che nulla hanno da invidiare al più          raro esemplare di razza.<br />
Una volta entrati nel negozio, in primo luogo dobbiamo  controllare dove          sono alloggiati i conigli e le condizioni igieniche in cui sono  mantenuti.          Osserviamo attentamente la gabbia, l&#8217;alimentazione che gli è  fornita,          le deiezioni presenti.<br />
I conigli devono mostrarsi vivaci curiosi attivi e non  terrorizzati dalla          nostra presenza. Individuato il nostro piccolo amico cerchiamo  di prenderlo          per osservarlo da vicino. Deve presentare una morbida pelliccia  lucida          e omogenea senza croste o chiazze senza pelo; gli occhi devono  essere          lucidi e non bagnati da secrezioni; le narici devono essere  asciutte e          le orecchie senza materiale crostoso.<br />
Subito dopo l&#8217;acquisto si deve sottoporre l&#8217;animale ad  un&#8217;accurata visita          veterinaria.</p>
<p>Dr.ssa <strong>Livia Zamboni</strong>, Med. Vet, Castel S.Pietro Terme  (BO)</p>
<p><a href="../../salute/coniglio_da_compagnia.zip">scarica  l&#8217;intervento          in formato PDF zippato</a></p>
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		<title>Psicopatologia della &#039;sua&#039; vita quotidiana</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Mar 2010 10:10:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Protty</dc:creator>
				<category><![CDATA[comportamento]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandro Melillo]]></category>

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		<description><![CDATA[Psicopatologia della sua vita quotidiana: comportamento, necessità e bisogni del coniglio in casa. by Alessandro Melillo, Clinica veterinaria OMNIAVET &#8211; Roma [Si ringrazia l'autore per la gentile concessione alla pubblicazione] Il primo passo da fare prima (o immediatamente dopo) l&#8217;adozione di un coniglietto è far piazza pulita nella nostra testa di un bel po&#8217; di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Psicopatologia della sua vita quotidiana: comportamento,  necessità e bisogni del coniglio in casa.</strong><br />
by Alessandro Melillo, Clinica veterinaria OMNIAVET &#8211; Roma<br />
[Si ringrazia l'autore per la gentile concessione alla pubblicazione]</p>
<p>Il primo passo da fare prima (o immediatamente dopo) l&#8217;adozione di un  coniglietto è far piazza pulita nella nostra testa di un bel po&#8217; di  preconcetti e false idee. Molti si aspettano che il coniglio sia un  animale docile e passivo, qualcosa di simile a un peluche; altri pensano  che si tratti di un animale stupido, giusto un giocattolino morbido per  il bambino ma sicuramente non interessante per una persona adulta. In  realtà il coniglio è un animale pieno di contraddizioni, ed è proprio  questo che li rende così divertenti: prudente e curioso allo stesso  tempo, riservato ma affettuoso, vivace ma anche gran pigrone e  addirittura capace di dimenticare la sua timidezza sorprendendoci con  comportamenti arroganti se non decisamente aggressivi, come tutti i  timidi il coniglio richiede tempo e pazienza per esprimere compiutamente  la sua personalità.</p>
<h2>Prepararsi per un nuovo membro della famiglia</h2>
<p>Diversi studi hanno dimostrato che il comportamento del coniglio  domestico        non si discosta significativamente da quello del suo antenato  coniglio selvatico;        come questo Bunny è un animale sociale che vive in gruppi  familiari,        scava tane e concentra le ore di attività all&#8217;alba e al tramonto,        riservando invece le ore centrali della giornata alla digestione e  al riposo.        Questa caratteristica lo rende particolarmente adatto ai ritmi  della vita        cittadina, dove la maggior parte delle persone lavora buona parte  del giorno        e può riservare solo le ore serali ai propri animali domestici.  D&#8217;altro        canto è anche all&#8217;origine di diversi problemi che possono creare        i conigli in casa, dalla compulsione a rodere e scavare nei divani  e nelle        fioriere.<br />
Prima di acquistare o adottare un coniglio conviene porsi alcune  domande        sulla propria disponibilità di tempo da dedicare sia all&#8217;animale        in sé che alle inevitabili lavori domestici extra; sul proprio  temperamento,        se il coniglio è l&#8217;animale più adatto per noi e se noi siamo        adatti ad avere un coniglio come animale da compagnia; se siamo  disposti        ad imparare un modo di comunicare più sottile e del tutto diverso        da quello di animali da compagnia più usuali come il cane e il  gatto;        e soprattutto se abbiamo il senso dell&#8217;umorismo indispensabile per  farci        una bella risata sui piccoli disastri che inevitabilmente si  verificheranno.<br />
A proposito di scelta, purtroppo in Italia il concetto di coniglio  da compagnia        è ancora indissolubilmente legato a quello di taglia nana, con la        ricerca di esemplari piccolissimi: questo pregiudizio supporta la  vendita        di coniglietti giovanissimi (con elevata mortalità nei giorni  postacquisto)        e limita fortemente la diffusione di tantissime razze (sia  ornamentali che        &#8220;da carne&#8221;) che sarebbero invece adattissime al ruolo di pet,        spesso più dei nervosi e delicati &#8220;nanetti&#8221;. Io non ho        ben chiaro perché un gatto di 3,5 kg è considerato un animale        piccolo, mentre un coniglio di 3 viene salutato da esclamazioni di  meraviglia:        &#8220;ma è enorme!!!&#8221;, però vorrei spezzare una lancia        a favore dei conigli di taglia media e grande, siano essi di pura  razza        o ibridi, ricordando come essi siano in generale più robusti, meno         soggetti a problemi congeniti e dentali rispetto ai nani e più  resistenti        a malattie e traumi, rendendo possibile trattamenti medici e  chirurgici        che spesso risultano inattuabili nei soggetti troppo piccoli con  conseguente        inevitabile perdita dell&#8217;animale. Inoltre i conigli grandi sono  sicuramente        più adatti nelle famiglie con bambini piccoli che possono fare  seriamente        del male a un delicato soggetto nano anche se cercano di  maneggiarlo con        attenzione. Un altro punto da valutare è l&#8217;età di adozione:        vale la pena di tener presente che anche i conigli attraversano  una fase        di infanzia (durante la quale apprendono le buone abitudini che  cerchiamo        di insegnare), una di adolescenza (4-8 mese, durante il quale le  dimenticano        tutte, comportandosi da veri terremoti iperattivi, scavando,  rosicchiando,        sporcando in giro) e infine una di maturità che (soprattutto se  avremmo        provveduto a sterilizzarlo) finalmente ci restituirà il  coniglietto        dolce e educato che credevamo di aver perso per sempre :-).  Soprattutto        se non abbiamo molto tempo o molta pazienza può quindi valer la  pena        di considerare l&#8217;adozione di un coniglio più adulto fra quelli che         cercano una nuova casa, risparmiandoci così diverse settimane di        nervosismi e arrabbiature sicuri che potremo comunque instaurare  un rapporto        del tutto soddisfacente col nostro coniglio.<br />
Una volta presa la decisione di adottare un coniglio, cominciamo a  valutare        cosa è realmente utile per sistemare in casa il nostro nuovo  ospite.        Anche se progettiamo di concedergli la più ampia libertà in        casa, il coniglio ha bisogno di una gabbia dove rifugiarsi nei  momenti di        privacy e dove poter essere rinchiuso all&#8217;occorrenza; se l&#8217;animale  gode        veramente di molta libertà è sufficiente che la gabbia sia        ampia a sufficienza da consentirgli di sdraiarsi senza finire  nell&#8217;angolo        dei bisogni; se invece deve passare molto tempo in gabbia è  indispensabile        che questa sia ampia abbastanza da contenere uno spazio per il  riposo, uno        per il gioco, uno per cibo e acqua e infine uno per sporcare.<br />
Le gabbie devono essere fatte di metallo e plastica, evitando  tutti i materiali        rosicchiabili o che possono infradiciarsi di urina.<br />
Accessori indispensabili sono: ciotole per il cibo (ideali in  ceramica o        acciaio); beverini a goccia; lettiera per le deiezioni.<br />
E&#8217; importante che il coniglietto cominci a usare la lettiera  regolarmente        PRIMA di uscire dalla gabbia. Per evitare che la lettiera venga  interpretata        come una comoda cuccia è importante che almeno parte della gabbia        abbia un fondo confortevole per riposare, ad esempio un tappetino.<br />
Una volta che il nuovo arrivato si è ambientato con la sua nuova        casa e con noi, è il momento di cominciare a concedergli  progressivamente        maggior libertà nell&#8217;appartamento. La parola chiave per acquisire        e mantenere buone abitudini igieniche è PROGRESSIVAMENTE. Le prime         volte concediamo al coniglietto brevi periodi di libertà in un  ambiente        molto limitato, ad esempio una nicchia del muro chiuso con un  cancelletto        per bambini, in modo da massimizzare le probabilità che faccia  spontaneamente        ritorno nella sua gabbia dopo pochi minuti per espletare le sue  necessità        fisiologiche. Man mano che l&#8217;abitudine alla lettiera si consolida  sarà        possibile aumentare il raggio d&#8217;azione del nostro ospite.<br />
A questo punto però dovremo confrontarci con un&#8217;altra esigenza del         coniglio, soprattutto se non sterilizzato: la necessità di marcare         il territorio. La presenza di parecchie lettiere sparse per la  casa in molti        casi risolve il problema offrendo al coniglio punti fissi da  coprire col        suo odore: questa abitudine può essere consolidata portando il  coniglio        dalla gabbia a una lettiera e non consentendogli di uscire finchè        non abbia urinato nel posto consentito; in questo modo si  stabilirà        il condizionamento &#8220;uso della lettiera-libertà&#8221; e nel giro        di poco l&#8217;animale vi andrà spontaneamente appena uscito dalla  gabbia.        L&#8217;uso della lettiera è molto incoraggiato se si forniscono  lettiere        grandi e profonde contenenti una generosa quantità di fieno: dato        che gran parte dei pellets fecali vengono prodotti durante il  pascolo, una        cassetta grande abbastanza perché l&#8217;animale possa sia mangiare che         defecare senza contaminazione è particolarmente adatto per questa        specie. Chiaramente la sterilizzazione sia del maschio che della  femmina        è un potente ausilio sia all&#8217;apprendimento che al mantenimento di        corrette abitudini igieniche.<br />
Un concetto fondamentale per mantenere un coniglio libero in casa è         quello del &#8220;rabbit-proofing&#8221; ossia del rendere l&#8217;ambiente sicuro.        Cavi elettrici e telefonici, piante d&#8217;appartamento, libri, tessuti  e mobili        sono tutti a rischio di essere gravemente danneggiati e, ancora  più        grave, di danneggiare il coniglio che le rosicchiasse. E&#8217; quindi  fondamentale        spostare tutto il possibile oltre la portata dell&#8217;animale e  rendere inaccessibili        ciò che non può essere spostato. Lastre di plexiglass o lamine        di legno naturale possono essere applicate agli spigoli dei muri  per prevenirne        il rosicchiamento; i cavi possono essere fatti scorrere attraverso  tubi        corrugati o di materiale plastico. Copriletto e teli vari salvano  letti        e divani da attività di scavo.<br />
Se però procediamo a limitare in questo modo le naturali attività        del nostro coniglio, dobbiamo offrire alternative perché egli  possa        sfogare in maniera accettabile i suoi impulsi. I conigli sono  programmati        per rosicchiare e masticare e hanno bisogno di farlo. Paglia,  fieno e legno        in tutte le sue forme forniscono il substrato ideale a una sana  attività        rosicchiatoria. Una cesta di vimini riempita di paglia, rami  freschi e giocattoli        di legno naturale per pappagalli fornisce molte diverse occasioni  per sfogare        questo bisogno naturale; anche gli economici stuoini di vimini o  fibra di        cocco sono ottimi per riposare e rosicchiare nello stesso tempo (e  anche        i gatti li amano per farsi le unghie, fra l&#8217;altro!). Anche una  scatola di        cartone offre infinite possibilità: un coniglio può entrarci        dentro, saltarci su, rosicchiarla, scavarla, graffiarla e portarla  in giro;        anche una busta di carta può essere un giocattolo estremamente  divertente        ed economico, come i rotoli dello scottex o della carta igienica.  Posto        che si fornisca solo carta e cartone naturali, questi passatempi  sono innocui        in quanto raramente il coniglio ne ingerisce quantità  significative        (a meno che non soffra di carenza di fibra nell&#8217;alimentazione) e  comunque        il suo intestino può processare grandi quantità di scorie        indigeribili. Molti conigli apprezzano anche giocattoli per cani,  gatti        o bambini piccoli, purchè si muovano, facciano rumore e si possano         anche masticare un pochettino :-): palline di filo metallico o di  plastica        dura, giochino di legno, mazzi di chiavi di metallo o di plastica,  sonaglini        vari sono graditi… soprattutto a notte fonda quando usarli può        svegliare l&#8217;intero isolato!</p>
<h2>Interazione col proprietario</h2>
<p>Ma i conigli sono animali sociali, quindi oltre a giocare da soli  amano        intrattenere rapporti con altre creature. molti proprietari di  primo coniglio,        dopo un&#8217;iniziale fase di scetticismo, scoprono quanto il loro  animale può        essere interattivo e rimangono incantati dalle abilità  comunicative        di questi animali. ma come parla un coniglio?<br />
Con atteggiamenti e posture del corpo, con versi e suoni e rumori,  e con        combinazioni di questi.<br />
Un coniglio pienamente rilassato, in pace col mondo riposa con gli  arti        completamente estesi e può addirittura scivolare di fianco o sulla         schiena. In questo momento non è il caso di stimolarlo perché        si rischia di svegliarlo di soprassalto, cosa che non è piacevole        per nessuno.<br />
Un coniglio in vena di coccole approccerà invece il suo partner  umano        o animale rannicchiandosi sui 4 piedi e stendendo il collo  orizzontalmente        col mento sul pavimento. Questa postura indica sottomissione  passiva sia        di fronte a un&#8217;aggressione ma anche in senso affettivo, col che  l&#8217;animale        segnala che non intende iniziare alcuna competizione, similmente a  un cane        che offre il ventre al padrone.<br />
Un animale rannicchiato con la testa alta e gli occhi ben aperti e  sporgenti        è invece un animale teso e spaventato… questo è come        più spesso noi vediamo i conigli sul tavolo da visita, quando non        cercano rifugio saltando in braccio al padrone.<br />
Infine, i conigli possono rabbrividire e scrollarsi ma di solito  non in        risposta al freddo ma a un odore o sapore fastidioso, ad esempio  se accarezzati        da persone pesantemente profumate. un invito alla moderazione da  parte di        chi ha naso sensibile!<br />
I conigli producono una certa varietà di suoni, anche se in genere         sono creature silenziose. Il più piacevole da sentire è un        leggero battere dei denti che somiglia alle fusa del gatto ed ha  esattamente        lo stesso significato, ossia piacere e appagamento in un contesto  sociale.        Molto simile è il digrignare i denti che è segno di dolore        da parte di un animale seriamente sofferente. La postura del  corpo, gli        occhi e il contesto aiutano a differenziare questi due suoni molto  simili.<br />
Poi ci sono i cosiddetti suoni di protesta: gemiti, soffi e rumori  nasali        che indicano che l&#8217;animale preferisce stare per conto suo, ad  esempio se        ha i cuccioli o è in falsa gravidanza. alcuni conigli emettono  questo        genere di suoni per indicare che non amano essere sollevati.<br />
Più gravi sono i grugniti e i ringhi, a volte sottolineati da un        percettibile sbattere dei denti: un coniglio che vocalizza in  questo modo,        spesso battendo insieme le zampe anteriori sul pavimento, potrebbe  in breve        passare a metodi più diretti…<br />
I conigli comunicano molto con i piedi, in effetti: tutti  conosciamo il        sonoro battere uno o entrambi i piedi per richiamare l&#8217;attenzione  su uno        stimolo esterno potenzialmente pericoloso (un estraneo, ad  esempio) o anche        su di sé. In altri casi il coniglio batte i piedi per segnalare  contrarietà,        ad esempio a un odore che non gradisce, o anche al fatto che quel  tipo in        camice bianco si sta prendendo troppe libertà.<br />
I piedi servono anche per danzare: i conigli esprimono la loro  gioia con        una elaborata danza di salti e corse in circolo. Correre in  circolo attorno        ai piedi è invece un segnale mutuato dal rituale di corteggiamento         che però ha perso in parte il significato sessuale essendo  mantenuto        anche da soggetti sterilizzati.<br />
Infine la lingua e i denti. Come si leccano fra loro, i conigli  leccano        i loro compagni umani per manifestare affetto e rafforzare il  mutuo legame;        uno scambio di tenerezze spesso è sollecitato da segnali di  ricerca        di attenzione come colpetti col naso o anche morsetti e bassi  suoni gutturali.        Altre volte un piccolo morso segnala contrarietà o paura, come ad        esempio di essere sollevato in maniera maldestra.</p>
<h2>Interazione con i bambini</h2>
<p>La decisione di adottare un animale da compagnia per accontentare  un bambino        è frequente, ma bisogna tener conto di diverse cose quando la  scelta        cade su un coniglio. Innanzitutto un bambino in età prescolare o        elementare probabilmente non è in grado di accudire correttamente        a un coniglio senza incorrere in disattenzioni o errori anche  fatali. La        responsabilità dell&#8217;animale deve essere quindi sempre dell&#8217;adulto,         anche se il piccolo proprietario col tempo imparerà da questi  piccoli        doveri ad assumersi delle responsabilità. Inoltre il temperamento        nervoso e apprensivo dei conigli non li rende molto adatti a  spartire o        spazio con i piccoli umani entusiasti e chiassosi, che  istintivamente tendono        a manipolare e portare i giro i loro animaletti.<br />
L&#8217;adulto di casa deve quindi attentamente supervisionare i  rapporti fra        bimbi e conigli, imparando a riconoscere dal linguaggio corporeo  dell&#8217;animale        quando esso sta effettivamente godendo della compagnia dei piccoli  e quando        invece essa è per lui uno stress.<br />
La prima cosa da fare è insegnare ai bimbi la giusta maniera di  coccolare        un coniglio e di giocare con lui; spiegate senza sgridarlo che i  trattamenti        rudi allontaneranno da lui il suo animaletto e che invece la  gentilezza        e la pazienza lo faranno avvicinare. Alcuni bambini possono essere  troppo        vivaci o non sufficientemente maturi per capire questi concetti o  per seguire        queste regole e quindi può essere sensato scegliere un animale  diverso        o aspettare un po&#8217; di tempo prima di adottare qualunque pet.<br />
Un&#8217;altra cosa da chiarire è che ai conigli non piace essere presi        e portati in giro, e che i rapporti con essi si intrattengono sul  pavimento;        spiegate anche che quando saranno più grandi impareranno a farlo        ma che prima devono dar prova di gentilezza e autocontrollo. Un  coniglio        di taglia grande è più adatto per i bambini perché        cade meno nella categoria del giocattolino da tenere sempre in  mano, allo        stesso modo per cui un robusto labrador è più adatto per i        piccoli di un delicato e nervoso yorkshire.<br />
Quando il coniglio comincia ad andare in giro per casa, è  importante        che abbia modo di ritirarsi in pace quando ne sente il bisogno e  che ai        bambini sia ben chiaro che quando l&#8217;animale è stanco o spaventato        ha il diritto di riposarsi. Posizionare la gabbia contro un muro o  dietro        un cancelletto in modo che il coniglio possa raggiungerla ma il  bimbo no        è un&#8217;utile garanzia che la regola venga rispettata.<br />
Il coniglio medio non ama i party :-) quindi è bene far sparire  gli        animaletti di casa in occasione di feste di compleanno e simili;  invece        se vengono uno o due amichetti si può mostrare loro il coniglietto         e consentire gioco e coccole ma sempre sotto controllo. Nessun  animale domestico        dovrebbe esser lasciato insieme a bambini senza sorveglianza per  evitare        incidenti da entrambe le parti.</p>
<h2>Rapporti con altri animali</h2>
<p>Intrattenere rapporti con altri individui è parte importante della         vita di un animale sociale come il coniglio. Conigli tenuti  insieme possono        sviluppare un forte legame, soprattutto se di sesso diverso, e  manifestarlo        dormendo insieme e con interminabili sedute di coccole e pulizie  reciproche.        Alcuni conigli sembrano aver dimenticato in parte le naturali  capacità        sociali della loro specie e a volte ci vuole molta pazienza per  indurli        ad accettare compagni della loro specie; la sterilizzazione è  comunque        una premessa indispensabile per una casa multilapinica. Anche  così,        l&#8217;introduzione di due animali di sesso diverso spesso sfocerà in        un corteggiamento appassionato… che è comunque meglio di una        zuffa furibonda! converrà in ogni caso preparare il terreno  consentendo        agli animali di annusarsi fra le sbarre della gabbia, invertendo  le gabbie        e consentendo periodi di libertà alternati in una stanza, cosicché         i futuri compagni possano abituarsi al reciproco odore; dopo una  settimanella        si può tentare un primo incontro. Un po&#8217; di corse in tondo e  qualche        ciuffo di pelo che vola è normale all&#8217;inizio, ma se la situazione        dovesse farsi pesante è bene munirsi di uno spruzzino e di guanti        e separare i due contendenti. Se invece dopo le prime scaramucce i  due siedono        ai due angoli della stanza e cominciano a pulirsi, di solito non  manca molto        al momento in cui passeranno a pulirsi reciprocamente. Se  l&#8217;amicizia ci        mette un po&#8217; a istaurarsi, condividere situazioni di lieve stress,  come        ad esempio un viaggio in macchina, può aiutare lo stabilirsi di un         legame; vale comunque la pena di insistere perché, una volta che        si è raggiunto lo scopo, apparirà evidente come i nostri animali        sono più felici e sereni di quando erano singoli.<br />
I conigli sviluppano relazioni con altri animali di casa, e  possono instaurare        con essi una gerarchia sociale che vede un coniglio sicuro di sé        tentare di dominare gli altri membri della famiglia, umani  compresi. Gatti        e conigli possono farsi buona compagnia, e ci sono gatti o conigli  che non        amano affatto i membri della loro stessa specie ma vivono in  armonia con        quelli dell&#8217;altra. Se si evita l&#8217;introduzione di un coniglietto  molto piccolo        a un gatto adulto o di un gattino a un coniglione di 5 kg la  probabilità        che i due animali si facciano del male è molto remota purchè        entrambi abbiano le unghie tagliate corte.<br />
Più delicato è il rapporto con i cani. Se è vero che        è molto più facile convincere un cane rispetto a un gatto        ad accettare un nuovo membro del gruppo, è anche vero che  l&#8217;istinto        ad inseguire del cane può rispuntare all&#8217;improvviso e che un  singolo        errore può essere fatale: per questo è più facile portare        un coniglietto in una casa dove vive già un cane (purchè esso        sia ben educato e correttamente socializzato) che introdurre un  giovane        cane irruento dove già viva un coniglio che non ha esperienza con        un grande predatore. E&#8217; fondamentale se si vuole avere successo in  questa        convivenza essere sicuri che il cane veda il coniglio come un  membro del        branco (e non solo come un oggetto del padrone su cui è posto un        veto) e inculcare bene nella testa del cane che i giochi di  inseguimento        col coniglio non sono permessi, anche se il coniglio probabilmente  li stimolerà.        Con le razze tranquille si può anche giungere ad una affidabilità        completa, tanto da lasciare gli animali soli per periodi di tempo  indeterminati;        con razze ad alto istinto predatorio come i terrier, i segugi e  molti cani        da difesa probabilmente è più sicuro limitarsi a periodi di        gioco sotto sorveglianza. Come quando si introduce un bambino a un  cane,        è importante che la presenza del coniglio per il cane sia sempre        fonte di relax e di coccole e non di frustrazione, per evitare  l&#8217;insorgere        di sentimenti negativi verso il nuovo membro del branco che lo  allontana        dal padrone: per questo è saggio aspettare che l&#8217;abitudine a  vedere        il coniglio dietro le sbarre della gabbia assopisca l&#8217;impulso  predatorio        in modo da non dover riprendere il cane severamente quando si  tenterà        il primo incontro &#8220;libero&#8221;.<br />
Un compagno meno impegnativo per un coniglietto solitario è il  porcellino        d&#8217;india. Queste due specie hanno bisogni fisici e psicologici  abbastanza        simili e condividono spazi abbastanza sovrapponibili, per cui  stanno piuttosto        bene insieme. Le cavie tendono mediamente ad essere più timide  (anche        per differenza di taglia) quindi i conigli destinati a convivere  con loro        devono essere sterilizzati onde limitare atteggiamenti aggressivi e  pesanti        approcci sessuali.</p>
<h2>Consigli generali e problemi particolari</h2>
<p><strong>Rinforzo positivo</strong><br />
E&#8217; oramai opinione comune che i l&#8217;apprendimento procede molto  piu velocemente          e con migliori risultati se sostenuto da premi piuttosto che da  punizioni.          Questo è ancora più vero per una specie come il coniglio          caratterizzata da marcate reazioni di esitamento. Conviene  quindi bandire          dal rapporto con il coniglio ogni forma di rudezza e individuare  invece          un alimento che il nostro nuovo animale gradisce sopra ogni  altro: quello          dovrà essere somministrato con estrema parsimonia e solo per  premiare          un comportamento desiderato (uso della lettiera, risposta al  richiamo,          rientrare in gabbia, farsi prendere in braccio&#8230;)</p>
<p><strong>Interazione fisica</strong><br />
Bandire la fretta è il segreto per conquistare la fiducia del  coniglio.          Quando arriva il nostro nuovo ospite, i primi giorni sarà meglio           lasciarlo tranquillo in gabbia ad ambientarsi; dopo uno o due  giorni potremmo          cominciare a fargli sentire la nostra voce e il nostro odore  attraverso          le sbarre somministrando nel contempo dei premi in cibo. Solo  successivamente          l&#8217;animale potrà essere lasciato libero, ma non illudiamoci:  anche          il coniglietto che accettava golosamente l&#8217;insalata dalla nostra  mano          sarà probabilmente terrorizzato in uno spazio aperto con un  mostro          di 70 kg pieno di appendici volteggianti. L&#8217;approccio giusto  sarà          quindi quello di sedere fermi sul pavimento (leggendo magari, o  telefonando)          finchè non sarà lui ad avvicinarsi cautamente per investigare;          allora troverà di nuovo l&#8217;odore familiare e l&#8217;atteso premio. Col           tempo sarà possibile muoversi in maniera più naturale e          prendere sempre più l&#8217;iniziativa nel contatto col nostro  coniglio.</p>
<p><strong>Bere dalla siringa</strong><br />
Questa è un&#8217;abitudine che il proprietario saggio introdurrà          fino dai primi giorni. Il beccuccio di una siringa piena di  acqua zuccherata          o succo di frutta verrà intinto nello zucchero o nella  marmellata          e presentato al coniglietto. La prima volta aspettiamoci il  familiare          balzo disgustato di tutte le volte che tocchiamo il suo musino  solleticoloso,          ma appena si sarà reso conto che al solletico segue qualche  sorsata          di liquido dolce, imparerà ad apprezzare la siringa… cosa          che ci faciliterà molto la vita quando sarà necessario  somministrare          al nostro animale una medicina o alimentarlo forzatamente.</p>
<p><strong>Rosicchiare per casa</strong><br />
Il principale problema dato dalla libertà di un coniglio in casa           è la compulsione di questi animali a esplorare l&#8217;ambiente coi  denti          e a rodere una grande varietà di substrati, fra cui cavi,  oggetti          di plastica e gomma, libri, tappeti, tessuti, tappezzeria e  spigoli dei          muri. Frequentemente i conigli attraversano periodi di passione  per oggetti          particolari (es. srotolare tutta la carta igienica) per poi  dimenticarsene          e rivolgere la loro attenzione ad altro. Questo comportamento è          profondamente radicato nel coniglio e solo in parte può essere          modificato dal nostro intervento. Il proprietario può tentare di           dissuadere il coniglio dall&#8217;azione appena intrapresa battendo  forte col          piede per terra, premiando l&#8217;animale se desiste e offrendo  qualcosa di          alternativo, ad esempio un ramo. Per animali più testardi si può           unire al suono e alla voce uno spruzzo d&#8217;acqua. Molti conigli  però          resistono ai tentativi di correzione scuotendo la testa e le  spalle, con          un gesto curiosamente simile al nostro fare spallucce: questi  soggetti          sono particolarmente sicuri di sé e per loro è meglio puntare          su un perfetto &#8220;bunny-proofing&#8221;. I repellenti per cani e gatti          o altre sostanze fortemente profumate tipo dopobarba o creme per  massaggi          funzionano con alcuni conigli; tuttavia è improbabile che da  soli          possano eliminare completamente il problema.</p>
<p><strong>Comportamenti eliminatori inappropriati</strong><br />
Questo genere di problema di solito dipende da un errato  addestramento          durante l&#8217;infanzia. Molti neoproprietari &#8220;non hanno cuore&#8221; di          confinare il coniglietto per le prime settimane dopo l&#8217;acquisto  concedendo          la libertà progressivamente: in questo modo però non si          stabilisce il condizionamento ad usare la lettiera e l&#8217;animale  sporcherà          sul pavimento. Conigli non sterilizzati di entrambi i sessi  inoltre usano          urine e feci per marcare il territorio: pavimento, mobili, letti  e divani          e anche proprietario e altri animali di casa possono essere  fatti segno          di odorosi spruzzi di urina. Sebbene questo comportamento non  sia atteso          prima dei 4-6 mesi, occasionalmente anche cuccioli più giovani          possono manifestarlo. La sterilizzazione chirurgica è la  soluzione,          tenendo presente che i miglioramenti sono veloci nei maschi  (pochi giorni)          mentre nelle femmine i comportamenti indesiderati possono  continuare per          qualche mese.</p>
<p><strong>Pseudogravidanze, costruire il nido, aggressività legata a</strong><br />
Può verificarsi nelle femmine intere, che cominciano a  strapparsi          il pelo dall&#8217;addome, costruiscono un nido (aggravamento del  rosicchiare          in giro per casa) e difendono un&#8217;area circostante lo stesso in  maniera          notevolmente aggressiva. La sterilizzazione è fondamentale in  questi          casi, non solo per correggere il comportamento indesiderato, ma  anche          perché spesso queste fluttuazioni ormonali segnalano problemi a          carico dell&#8217;apparato riproduttore come cisti ovariche o  neoplasie uterine.</p>
<p><strong>Aggressività verso le persone</strong><br />
I conigli hanno caratteri individuali e personalità. Espressione           della personalità di un animale è la sua percezione all&#8217;interno          della gerarchia sociale e il tentativo di migliorarla. Un  comportamento          aggressivo è spesso la soluzione che un animale trova a questo          problema. In alcuni casi esso può essere inconsapevolmente  insegnato          dal proprietario stesso che reagisce esageratamente ai  morsettini esploratori          del cucciolo oppure a quelli di avvertimento di un animale più          adulto, tipo &#8220;lasciami passare&#8221; o &#8220;mettimi giù&#8221;:          se un animale realizza che mordendo suscita timore e rispetto,  sicuramente          lo rifarà e imparerà che quello è un modo facile          ed efficace per ottenere ciò che desidera. In altri casi invece          il comportamento aggressivo è determinato da stimoli ormonali:          un maschio intero può mordere per frustrazione sessuale, molte          femmine intere sono ciclicamente aggressive e sempre piuttosto  possessive          nei confronti della gabbia o della cuccia. La sterilizzazione è          ovviamente la migliore terapia per queste forme. Se il  comportamento di          difesa del territorio parzialmente residua dopo la  sterilizzazione, conviene          all&#8217;inizio pulire la gabbia e la cuccia in assenza del  &#8220;proprietario&#8221;          per evitare stress ripetuti, e in seguito cominciare ad  associare la presenza          delle nostre mani nella gabbia con una leccornia. Più grande è          la gabbia più facile è abituare il coniglio a condividerla          temporaneamente con le nostre mani. Infine alcuni conigli  possono essere          dominanti per natura e imporre la propria personalità aggredendo           e mordendo anche senza provocazione. Con questo genere di  soggetti funziona          bene un approccio stoico, ricambiando l&#8217;aggressione con coccole,  leccornie          e contatto corporeo: solitamente dopo un certo periodo le  manifestazioni          aggressive vengono sostituite da rituali di saluto seppure un  po&#8217; esuberanti.</p>
<p><strong>Aggressività verso altri animali</strong><br />
L&#8217;aggressività verso i propri simili è in gran parte dovuta          a contese gerarchiche e quindi non è del tutto eliminabile con          la sterilizzazione. Una accorta, graduale introduzione aiuta a  stabilire          rapporti cordiali fra due conigli che non si conoscono; tuttavia  anche          animali abituati a convivere possono all&#8217;improvviso diventare  competitivi          e farsi anche seriamente male. allo stesso modo alcuni conigli  (soprattutto          femmine) possono non riuscire mai a convivere pacificamente e  devono essere          tenuti separati. può anche accadere che in un gruppo di conigli          uno assuma il ruolo di paria, attaccato da tutti gli altri:  questi soggetti          non vengono aggrediti se lo spazio è sufficiente per mantenere          le distanze, ma possono soffrire pesantemente se non ci sono  mangiatoie,          abbeveratoi e punti di riposo per consentirgli una vita normale  senza          interferire con i dominanti.<br />
Una situazione potenzialmente molto pericolosa si realizza  quando un coniglio          sicuro di sé cerca di dominare il pastore tedesco di casa,  illuso          anche dal fatto che il cane si è sempre contenuto per obbedienza           al padrone. In generale è sempre sconsigliato lasciare un  coniglio          e un cane da soli, il coniglio tende a essere invadente e  incalzante nelle          sue profferte sociali e può suscitare nel cane reazioni  difensive          o di avvertimento che possono essere molto pericolose anche  senza intenzione          da parte del cane.<br />
Naturalmente questo è solo uno schema di massima, poi sarà          la convivenza col singolo coniglio a insegnarci il suo peculiare  modo          di comunicare: tuttavia un po&#8217; di pazienza per imparare una  nuova lingua          è indispensabile all&#8217;inizio della convivenza.</p>
<p>dott. <strong>Alessandro Melillo</strong>, Clinica veterinaria OMNIAVET &#8211;  Roma</p>
<p><a href="../../salute/psicopatologia_della_sua_vita_quotidiana.zip">scarica           l&#8217;intervento in formato PDF zippato</a></p>
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		<title>Come abituare il coniglio a fare i bisogni in cassetta</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Mar 2010 10:06:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Protty</dc:creator>
				<category><![CDATA[comportamento]]></category>
		<category><![CDATA[cassetta]]></category>

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		<description><![CDATA[di Alessandro Bellese, Med. Vet. [Si ringrazia l'autore per la gentile concessione alla pubblicazione] In linea di massima i conigli scelgono istintivamente uno o pochi posti (generalmente angoli) per urinare e depositare la maggior parte dei pellet fecali. Per quanto riguarda l&#8217;urina, per abituare il coniglio ad urinare in un determinato posto, spesso basta solo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Alessandro Bellese, Med. Vet.<br />
[Si ringrazia l'autore per la gentile concessione alla pubblicazione]</p>
<p>In linea di massima i conigli scelgono istintivamente uno o pochi  posti (generalmente    angoli) per urinare e depositare la maggior parte dei pellet fecali.  Per quanto    riguarda l&#8217;urina, per abituare il coniglio ad urinare in un  determinato posto,    spesso basta solo mettere una cassetta all&#8217;interno della gabbia nel  punto in    cui ha già deciso di sporcare. Per le feci, generalmente è sufficiente     fornire al coniglio un posto dove si senta sicuro e che sappia non  possa essere    invaso da altri. Risulta molto importante quindi che la gabbia diventi  a tutti    gli effetti la sua tana. Ci sono però dei fattori che condizionano  queste    positive abitudini. Tali fattori possono essere propri dell&#8217;animale  (età,    funzionalità ormonale, stato di salute etc.), oppure esterni ad esso    (gestione della gabbia, tipi di cassetta e lettiera, stress etc.).</p>
<p><strong>INFLUENZA DELL&#8217;ETA&#8217;</strong></p>
<p>In linea di massima i conigli adulti sono più facili da educare  rispetto    ai giovani, soprattutto se molto giovani. La capacità di imparare di    un coniglio aumenta con la crescita e l&#8217;esperienza. Inoltre l&#8217;istinto  territoriale    proprio degli adulti, se correttamente orientato già indirizza  l&#8217;animale    a depositare feci ed urine vicino alla tana.</p>
<p><strong>INFLUENZA DELLA STERILIZZAZIONE</strong></p>
<p>I conigli raggiungono la maturità sessuale a 4-6 mesi, a questo punto     l&#8217;influsso ormonale fa si che inizino a marcare il territorio, che si  manifesta    spesso con spruzzate di urina su varie postazioni del presunto  territorio La    sterilizzazione (sia nel maschio che nella femmina) diminuisce fino ad  eliminare    questa necessità. Quindi l&#8217;evacuazione fisiologica verrà più    probabilmente effettuata sulla cassetta da lettiera.</p>
<p><strong>TIPI DI LETTIERA</strong></p>
<p>Quando si sceglie il tipo di lettiera bisogna tenere in mente che:</p>
<p>· Spesso i conigli passano molto tempo sulla lettiera della cassetta<br />
· I conigli assaggiano sempre qualche pezzo di lettiera<br />
· L&#8217;urina di coniglio ha un odore molto forte</p>
<p>Le lettiere consigliate sono di materiale organico, in particolare  fatte di    erba medica, avena, carta etc.<br />
Si può utilizzare il fieno, in questo caso va cambiato frequentemente    in quanto il coniglio lo mangia.</p>
<p>Sono sconsigliate le lettiere di legno morbido resinoso come segatura  di pino    o cedro, poiché le esalazioni emesse sembra possano causare danni  epatici.<br />
Altresì sconsigliate sono le lettiere per gatti , alcune delle quali    sono state associate ad intossicazione da zinco.</p>
<p><strong>PRO E CONTRO DI VARI TIPI DI LETTIERA<br />
</strong><br />
· Lettiere d&#8217;argilla: polverose, l&#8217;aspirazione di tali polveri può    predisporre a polmoniti. Le sostanze deodoranti contenute possono  essere tossiche<br />
· Lettiere agglomeranti: se ingerite o aspirate possono agglomerarsi    nell&#8217;apparato digerente o respiratorio del coniglio.<br />
· Segatura di cedro: le esalazioni possono causare danni epatici</p>
<p>· Tutolina: può andare bene ma non controlla bene gli odori<br />
· Fogli di carta da giornale: buon potere assorbente ma non controlla    gli odori<br />
· Segatura di pioppo: sicura e buon potere assorbente<br />
· Pellet di polpa di carta: buon potere assorbente ed un discreto  controllo    degli odori<br />
· Pellet di erba medica o avena: controlla bene gli odori, ma mangiato     in quantità eccessiva può causare problemi<br />
· Pellet per alimentazione conigli: sconsigliato per conigli in  soprappeso<br />
<strong>Considerazioni sull&#8217;uso dei pellet alimentari come lettiere</strong></p>
<p>· Un coniglio giovane userà normalmente e la lettiera e la sua    ciotola sia per prendere il cibo, sia per fare i bisogni.<br />
· Per accelerare i tempi di apprendimento è utile spostare il    più spesso possibile il cibo sporcato nella lettiera e lavare la  ciotola    del cibo ogni volta che si aggiunge nuovo cibo.<br />
· In linea di massima i conigli mangiucchiano i pellet nella lettiera    quando sono appena messi e freschi, quando si sporcano perdono di  interesse.<br />
· Alcuni conigli urinano e defecano nelle loro ciotole del cibo  volontariamente.    Questo soprattutto in un coniglio recentemente introdotto in un nuovo  ambiente    rappresenta un avvertimento per gli intrusi: &#8220;questo è il mio  piatto!!!&#8221;.</p>
<p><strong><br />
TIPI DI GABBIA</strong></p>
<p>La grandezza della gabbia è importante, deve essere sufficientemente    ampia per contenere comodamente la cassetta dei bisogni, i contenitori  per il    cibo, i giochi etc., e da permettere al coniglio di muoversi e  distendersi completamente.<br />
La cassetta dei bisogni và posta nell&#8217;angolo dove già il coniglio    và ad urinare.<br />
Il coniglio di solito deposita i pellet fecali all&#8217;interno della  gabbia e tutto    attorno ad essa, per marcarla come propria. Questo non significa che  non ha    imparato a fare le feci nella cassetta.<br />
E&#8217; molto importante che il coniglio identifichi la gabbia come di sua  proprietà,    cosicché quando la lascia per il più ampio mondo della casa, distingua     quest&#8217;ultima dalla propria tana (la gabbia) ed eviti di marcarla.<br />
Per favorire questo riconoscimento è molto importante &#8220;rispettare&#8221;    la tana:</p>
<p>· Lasciare che il coniglio esca dalla gabbia di propria volontà,    senza cercare di catturarlo fino a che si trova all&#8217;interno.<br />
· Quando si trova all&#8217;esterno non bisogna catturarlo e metterlo  forzatamente    dentro, altrimenti la gabbia diverrà una prigione e non una casa.  Bisognerà    invece indurlo ad entrare &#8220;volontariamente&#8221;, per esempio incalzandolo    verso la gabbia dicendo una parola chiave o facendo un rumore a cui  possa associare    il significato &#8220;è ora di rientrare&#8221;, come &#8220;nanna&#8221;    o il battito delle mani (o entrambi).<br />
· Se sono testardamente impuntati a non voler entrare, li si può    portare davanti alla porta aperta della gabbia spingendoli ad entrare  (senza    cacciarli direttamente dentro)<br />
· Effettuare le operazioni di pulizia della gabbia e degli accessori    (ciotola, beverini etc.) dopo che il coniglio è uscito dalla gabbia.<br />
· Stesso discorso vale per il riempimento delle ciotole del cibo, è    bene che siano molto vicine alla porta, in modo da limitare l&#8217;ingresso  delle    mani e delle braccia all&#8217;interno della gabbia (invasione di  territorio). Oppure    effettuare l&#8217;operazione quando il coniglio è &#8220;fuori casa&#8221;.</p>
<p>Stesse regole generali valgono anche quando i conigli non vivono in  gabbia,    ma hanno a disposizione uno spazio nella casa. Bisogna identificare il  loro    territorio, segnarne i confini e rispettarlo.<br />
Anche se si ha intenzione di lasciare il coniglio libero per casa è  bene    iniziare con piccoli spazi a disposizione.<br />
Inizialmente si lascerà il coniglio libero in un piccolo spazio  attorno    alla gabbia aperta. Quando si sarà bene abituato a questa situazione    (utilizzo della gabbia per mangiare, dormire e fare i bisogni) si  concederà    gradatamente più spazio. Se viene messo a disposizione da subito uno    spazio eccessivo, dimenticherà dov&#8217;è la sua tana o non riconoscerà    più la gabbia come tale e considerando tutta la casa come tana perderà     le buone abitudini di utilizzo della gabbia.</p>
<p><strong><br />
COME ABITUARE NELLA PRATICA IL CONIGLIO AD UTILIZZARE LA CASSETTA DEI  BISOGNI</strong></p>
<p>I conigli imparano facendo la cosa giusta ed essendo ricompensati per  questo    e non tramite errori e punizioni, bisogna quindi metterli nelle  condizioni di    poter fare solo la cosa giusta.</p>
<p>Due punti essenziali nell&#8217;insegnamento ad usare la cassetta da  lettiera sono:</p>
<p>· Attenta osservazione<br />
· Tempismo</p>
<p>I conigli generalmente &#8220;dicono&#8221; dove e quando vogliono eliminare.<br />
In genere eliminano pochi secondi dopo essere usciti dalla gabbia o  dopo aver    fatto l&#8217;ispezione preliminare dei dintorni.<br />
Molti conigli manifestano segnali corporei come indietreggiare verso  un angolo,    alzare la coda e rilassare leggermente le orecchie.<br />
In alcuni casi vanno direttamente dove hanno urinato il giorno prima.</p>
<p>Conoscendo questi segnali si possono tempestivamente disporre delle  cassette    dove serve e cercare di abituarli ad usarle costantemente.<br />
Non serve a nulla metterli nella cassetta dopo che hanno urinato e  defecato,    anzi in questo modo gli si insegnerebbe ad andare nella cassetta dopo  aver eliminato.</p>
<p>Ecco alcuni punti utili che possono risultare utili durante il  periodo di &#8220;insegnamento&#8221;:</p>
<p>· Cominciare con una cassetta nella gabbia, ed una o più cassette    nello spazio di libertà<br />
· Se urina in un angolo della gabbia, diverso da quello dove è    presente la cassetta, spostare quest&#8217;ultima su quell&#8217;angolo<br />
· Non allarmarsi se usa la cassetta per distendersi. Anzi più    utilizzano e divengono confidenti con la cassetta più facilmente la  useranno.<br />
· Una volta che il coniglio si sarà abituato ad utilizzare la    cassetta nella gabbia, lasciarlo girare nell&#8217;area di libertà<br />
· Se va in un angolo dove non c&#8217;è una cassetta, o solleva la coda    nell&#8217;atteggiamento tipico, o produce un singolo suono battendo le  zampe, portarlo    gentilmente alla gabbia ed alla sua cassetta o ad un&#8217;altra cassetta  dell&#8217;area    di libertà. Questo và fatto gentilmente e con precauzione in modo    da non dare l&#8217;impressione che la gabbia o la cassetta dei bisogni  rappresenti    una punizione<br />
· Una manciata di fieno, di prezzemolo, di pellet, un pezzetto di mela     o un gioco nella cassetta possono essere motivo di attrazione<br />
· Quando avrà usato la cassetta le prime volte elogiare il coniglio    e dargli un premio (alimento particolarmente gradito)<br />
· Quando sarà abituato a fare i bisogni nella cassetta della prima    stanza lasciata a disposizione, si può cominciare ad ampliare l&#8217;area    esplorabile<br />
· Questo processo deve essere attuato con calma e pazienza. Se l&#8217;area    di libertà diviene ampia (magari a comprendere tutta la casa) sarà    bene aumentare il numero di cassette dei bisogni<br />
· Una volta che sarà abituato ed userà abitualmente le    cassette si potrà cominciare a diminuirne il numero. Inizialmente più    cassette si utilizzano meglio è.<br />
· Conviene mantenere una certa routine giornaliera. I conigli sono  animali    piuttosto abitudinari.<br />
Punizioni e rimproveri non servono nell&#8217;educazione dei conigli. In  linea di    principio bisogna far associare l&#8217;utilizzo della cassetta a qualcosa  di piacevole    e non a paura e punizioni.</p>
<p>Se il coniglio fa troppi errori spesso significa che almeno  inizialmente ha    troppo spazio libero a disposizione e poca supervisione. L&#8217;area di  libertà    in un coniglio non ancora abituato alla cassetta dovrebbe essere  limitata ad    una sola stanza contenente tante cassette. Una volta abituato ad  usarle si riduce    di numero e si amplia l&#8217;area di libertà fornendo il nuovo territorio    di cassette.<br />
Si deciderà poi se, quante e dove lasciare cassette oltre a quella  all&#8217;interno    della gabbia.</p>
<p>Alcuni conigli amano lanciare la loro lettiera fuori dalla cassetta,  per ovviare    a questo problema si può tentare utilizzando cassette coperte o  diversi    tipi di lettiera.</p>
<p><strong><br />
MINZIONE FUORI DALLA CASSETTA DEI BISOGNI</strong></p>
<p>A volte i conigli emettono l&#8217;urina ad una certa distanza  all&#8217;indietro, in questo    modo questa finisce al di fuori della cassetta. In questi casi  conviene:</p>
<p>· Utilizzare una cassetta coperta<br />
· Alzare le sponde<br />
<strong>SE IL CONIGLIO URINA O DEFECA APPENA FUORI DALLA CASSETTA DEI  BISOGNI (SOPRATTUTTO    SE PRIMA ERA ABITUATO AD UTILIZZARE LA CASSETTA DEI BISOGNI)</strong></p>
<p>Le cause più comuni di questo comportamento sono:<br />
· patologie urinarie<br />
· problemi comportamentali<br />
· territorialità</p>
<p>1. PATOLOGIE URINARIE</p>
<p>· Infezione/infiammazione delle vie urinarie<br />
· Sabbia vescicale<br />
· Calcoli vescicali<br />
· Malattie renali</p>
<p>2. PROBLEMI COMPORTAMENTALI</p>
<p>Una volta eliminate le cause mediche vanno valutate quelle  comportamentali.    Generalmente la causale va ricercata in una rottura della routine  come, riduzione    o aumento improvviso del tempo a disposizione fuori dalla gabbia,  ospiti per    casa, introduzione di nuovi animali, spostamento della gabbia, eventi  emozionali    intensi (in positivo o negativo) etc.<br />
Qualsiasi sia la ragione il coniglio si sente insicuro e cerca di  ricostruire    la propria fiducia sottolineando la propria firma by underlining her  segnature    (la firma è rappresentata dai pelet fecali nella gabbia e nella  cassett,    la sottolineatura da chiazze di urina e mucchietti di èpellet accanto    alla cassetta ed alla gabbia). A meno che la causa non sia ancora in  corso,    nel qual caso può essere rimossa, la sua identificazione non è    così importante. Il punto importante non è cosa ha scatenato  l&#8217;alterazione    comportamentale, ma l&#8217;abitudine che ne deriva. E&#8217; importante agire al  primo    insorgere del problema, perché più tempo passa più il comportamento    si fissa. Più la cattiva abitudine si ripete più è probabile    che diventi una costante.</p>
<p>Come risolvere la situazione:</p>
<p>· Confinamento in gabbia e nell&#8217;area circostante<br />
· Elogiare i comportamenti appropriati<br />
· Ripetizione dei passi base dell&#8217;educazione alla cassetta<br />
· Osservazione e vigilanza durante il tempo fuori della gabbia</p>
<p>Tale metodo non è necessariamente efficace al 100% poiché determina    anch&#8217;esso una variazione della routine, cosa che spesso è causa  dell&#8217;instaurarsi    di una cattiva abitudine.<br />
Purtroppo non vi sono alternative. L&#8217;importante è cercare di agire con     cambi minimi alla routine.<br />
Un trucco può consistere nell&#8217;aggiungere una cassetta dei bisogni  nell&#8217;area    di movimento libero, questa novità associata magari al posizionamento    di qualche frammento di alimento particolarmente apprezzato al suo  interno può    invogliare il coniglio ad entrare nella cassetta per investigare. Una  volta    dentro, spesso fanno qualche bisogno, ed allora il gioco è fatto.<br />
E&#8217; importante comprendere che questo processo richiede tempo e possono  essere    necessarie settimane per ripristinare il comportamento corretto.</p>
<p>3. TERRITORIALITA&#8217;</p>
<p>L&#8217;introduzione di un nuovo coniglio può scatenare la minzione sul  pavimento    vicino alla cassetta, vicino alla porta della gabbia, etc. A volte  l&#8217;abitudine    al nuovo coniglio può far rientrare il problema.</p>
<p><strong><br />
MINZIONE DI PICCOLE QUANTITA&#8217; IN GIRO PER LA GABBIA ANZICHE&#8217;  UTILIZZARE LA CASSETTA    DEI BISOGNI</strong></p>
<p>Anche in questo caso ci possono essere cause sanitarie e  comportamentali.</p>
<p>L&#8217;emissione di piccole quantità di urina in giro per la gabbia può    indicare un&#8217;infezione urinaria. In questo caso è necessaria una visita     veterinaria.</p>
<p>Quando viene esclusa una causa sanitaria bisogna ricercare altre  cause, che    spesso sono riconducibili all&#8217;instaurarsi di una sensazione di  insicurezza che    spinge a marcare il territorio</p>
<p>COSA FARE SE IL CONIGLIO INSISTE AD USARE UN LUOGO DIVERSO DALLA  CASSETTA PER    URINARE</p>
<p>Nei casi in cui sono state eluse le causali sanitarie e  comportamentali &#8220;patologiche&#8221;,spesso    la cosa migliore è giungere ad una compromesso: mettere la cassetta  dove    ha deciso di fare i bisogni.</p>
<p>ERRORI PIU&#8217; COMUNI CHE POSSONO PORTARE A DEI COMPORTAMENTI  ELIMINATORI INAPPROPRIATI</p>
<p>LASCIARE IL CONIGLIO FUORI DALLA GABBIA SENZA SUPERVISIONE</p>
<p>In questo caso per quanto abbiamo già detto non si permette una  corretta    identificazione del territorio e non si riescono a correggere  precocemente i    comportamenti non voluti.</p>
<p>AVERE FRETTA</p>
<p>La fretta e l&#8217;ignoranza del normale comportamento del coniglio non  permettono    di trovare il giusto equilibrio tra le indiscutibili e naturali  necessità    dell&#8217;animale e la convivenza con l&#8217;uomo.</p>
<p><span style="font-size: medium;">Alessandro Bellese © 2003-02-24</span></p>
<p>Ultimo aggiornamento 24/02/2003<br />
<strong>BIBLIOGRAFIA<br />
FAQ: Litter Training. House Rabbit Society. <a title="link esterno, apre una nuova finestra" href="http://www.rabbit.org/faq/sections/litter.html" target="_blank">www.rabbit.org/faq/sections/litter.html</a></strong></p>
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		<item>
		<title>Che cosa vedono i conigli?</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Mar 2010 09:54:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Protty</dc:creator>
				<category><![CDATA[anatomia]]></category>
		<category><![CDATA[comportamento]]></category>
		<category><![CDATA[visione]]></category>
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		<description><![CDATA[Di Mike Chapman (Wisconsin House Rabbit News) [Si ringrazia Karla Ortman (Membership Coordinator &#38; Newsletter Editor della Wisconsin House Rabbit Society - www.wisconsinhrs.org) per la gentile concessione alla traduzione e alla pubblicazione. Karla mi ha scritto che l'autore dell'articolo è deceduto due anni fa; la sua morte ha lasciato un profondo vuoto. Mike Chapman era [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Di <strong>Mike Chapman</strong></p>
<p>(Wisconsin House Rabbit News)</p>
<p>[Si ringrazia Karla Ortman (Membership Coordinator &amp; Newsletter Editor della<br />
Wisconsin House Rabbit Society - <a title="link esterno, apre una nuova finestra" href="http://www.wisconsinhrs.org" target="_blank">www.wisconsinhrs.org</a>)<br />
per la gentile concessione alla traduzione e alla pubblicazione.</p>
<p>Karla mi ha scritto che l'autore dell'articolo è deceduto due anni fa;<br />
la sua morte ha lasciato un profondo vuoto. Mike Chapman era un grande amico<br />
dei conigli.]</p>
<p>Siamo abituati a guardare il mondo dalla nostra propria prospettiva.</p>
<p>Naturalmente, siamo portati a pensare che i nostri amici conigli vedano il mondo<br />
allo stesso modo.</p>
<p>E&#8217; veramente così?</p>
<p>Negli animali la vista si è sviluppata per incontrare una larga varietà di necessità che dipendono dallo stile di vita delle specie.</p>
<p>Per avere un&#8217;idea della prospettiva visuale del tuo coniglietto, giaci prono con il tuo mento sul pavimento. Anche ora, i tuoi occhi possono ancora essere sopra il livello degli occhi del coniglio. Noterai immediatamente che ogni cosa<br />
è un ostacolo per la tua visione. Non puoi esplorare che una minima porzione dell&#8217;ambiente circostante.</p>
<p>Il campo di visione è l&#8217;angolo totale di visuale all&#8217;interno del quale possono essere percepiti gli oggetti. Nell&#8217;uomo questo angolo è di circa 180 gradi. Il coniglio, con i suoi grandi occhi sporgenti posizionati ai lati della sua testa, ha una visuale di quasi 360 gradi, e può vedere bene anche sopra la sua testa. Questo gli permette di vedere un pericolo giungere da qualsiasi direzione senza muovere la testa. A causa del posizionamento dei suoi occhi, il coniglio presenta un punto cieco nella visione di circa 10 gradi, direttamente davanti al suo naso e sotto il suo mento. Questo spiega la sua incapacità di trovare immediatamente una leccornìa che gli avete messo di fronte.</p>
<p>La percezione della profondità è un altro aspetto importante del vedere il mondo. E&#8217; la capacità di determinare quanto sono lontane le cose. Questo è reso possibile dall&#8217;esaminare il mondo da due angoli diversi.<br />
Negli umani, i cui occhi vedono frontalmente, c&#8217;è una grande sovrapposizione tra quello che vede ogni occhio. Questa sovrapposizione è interpretata dal cervello e quello che ne risulta è una vista tridimensionale del mondo.</p>
<p>I conigli scontano i loro vasti campi visivi con una sovrapposizione molto piccola fra le immagini viste da ciascun occhio. Di conseguenza, un coniglio ha solo un&#8217;area di 30 gradi direttamente davanti a sé in cui ha percezione della profondità, e di questa 10 gradi corrispondono al suo punto cieco!</p>
<p>Ci sono altri modi per misurare la distanza, e i conigli possono utilizzarli.<br />
Uno è effettuare comparazioni fra segnali visivi nei particolari, simili a quelli che notiamo quando guardiamo una scena tridimensionale su uno schermo di televisione, bidimensionale. Tali segnali includono differenze di dimensione fra oggetti e lo sfocamento di oggetti lontani. Un altro metodo interessante che i conigli e altri animali, ad esempio gli uccelli, impiegano, è il muovere il capo su e giù durante l&#8217;osservazione di un oggetto lontano.<br />
Se un oggetto è vicino, sembrerà che si sposti di più di quanto un oggetto lontano (effetto noto come parallasse), e può essere effettuata una valutazione della sua distanza.</p>
<p>L&#8217;acutezza visiva si valuta sulla base della modalità e della distanza in cui vengono messi a fuoco e riconosciuti gli oggetti. Questo è estremamente difficile da definire nei conigli, ma vi è consenso nel considerare che il muscolo (il corpo ciliare [un anello di muscoli e di vasi sanguigni posto fra l'iride e la coroide]) utilizzato per la messa a fuoco, nell&#8217;occhio dei conigli è abbastanza debole, e così la loro capacità di focalizzare un oggetto vicino è limitata; per converso la loro visione degli oggetti distanti è acuta.</p>
<p>Gli occhi dei conigli sono adattati per essere in grado di vedere abbastanza bene in condizioni di mezza luce, piuttosto che estremamente bene in piena luce o nell&#8217;oscurità. Questo è perché sono crepuscolari, essendo attivi all&#8217;alba e al crepuscolo, quando la luce naturale è debole. Ma diversamente dagli occhi di altri animali, che possono vedere con luce attenuata ma che hanno anche una discreta visione notturna, gli occhi dei conigli non hanno <em>tapetum lucidum</em>, la struttura retinica atta ad amplificare la luce che entra nell&#8217;occhio [questa struttura cellulare extraretinica è di fondamentale importanza per la visione notturna, è situata nello spessore della coroide, tra la coriocapillare e lo strato dei grandi vasi della coroide, ed ha una forma triangolare a base orizzontale].<br />
Di conseguenza, i conigli non possiedono una buona visione notturna. Come conseguenza di questi fattori, è<br />
probabile che il tuo coniglio ti veda in modo &#8220;granulare&#8221;: egli ti riconoscerà dalla tua forma e dal tuo modo di muoverti piuttosto che dai dettagli del tuo viso.<br />
Se entri nella stanza portando qualcosa di abbastanza grande da modificare la tua forma, il tuo coniglietto molto probabilmente non ti riconoscerà e avrà paura.</p>
<p>Un altro componente dell&#8217;acutezza visiva è la capacità di distinguere i colori. Sembra che non ci sia alcuna informazione certa sulla visione dei colori nei conigli, ma sulla base di studi comportamentali alcuni scienziati<br />
hanno ipotizzato che i conigli possano percepire il blu e il verde; tuttavia probabilmente essi vedono questi colori diversamente da noi. Se la retina degli occhi del coniglio fosse simile a quella del cane, la cui retina oculare presenta<br />
solo due tipi di coni sensibili al colore invece dei tre della retina umana, e molti di meno per numero, allora lo spettro dei colori che potrebbero distinguere sarebbe assai limitato, e parte dello spettro sarebbe in scala di grigi.</p>
<p>[Nelle foto seguenti, vista del regno di Protty e degli altri Pròttidi,<br />
prima nella visione umana, poi in una ipotetica visione cunicola. ]</p>
<p><a href="http://www.protty.it/visione_umana.jpg">Visione umana</a></p>
<p><a href="http://www.protty.it/ipotesi_visione_coniglio.jpg">Visione nel coniglio</a></p>
<p>Un punto importante da citare sull&#8217;occhio del coniglio, sebbene non si riferisca  direttamente alla visione, è la funzione della &#8220;terza palpebra&#8221;. Molti animali,  dagli anfibi agli uccelli fino ai mammiferi, possiedono una struttura conosciuta  come membrana nittitante.<br />
Il ruolo principale della terza palpebra è proteggere  l&#8217;occhio da ferite e graffi. Chi ha conigli albini, i cui occhi chiari rendono  la membrana molto visibile, ti potrà confermare che la membrana scende  sull&#8217;occhio quando il coniglietto è impaurito. Nel coniglio, la terza palpebra  aiuta anche a mantenere l&#8217;occhio umido; questo spiega perché i conigli battono  le palpebre solo da 10 a 12 volte in un&#8217;ora. Molte domande sulla visione nel  coniglio sono senza risposta. Quando un coniglio vuole vedere al meglio  qualcosa, egli si girerà trasversalmente per guardare solo con un occhio. Ma  l&#8217;occhio sull&#8217;altro lato della sua testa registra un&#8217;immagine completamente  diversa.<br />
Come elabora il cervello queste due immagini?<br />
I Conigli, specialmente  gli albini, &#8220;scandiranno&#8221;. Quando fanno questo, guardano come se le loro teste  stessero vagando lentamente al lato, come avessero perso il controllo motorio.  Perché lo fanno? Come interpreta un coniglio la sua immagine nello specchio, può  la trasversalità dell&#8217;angolo visuale influire sulla sua capacità di  riconoscersi? Quale ruolo, se esiste, gioca la visione nel modo in cui i conigli  si riconoscono e comunicano l&#8217;un l&#8217;altro? Quel che sappiamo è che la visione nei  conigli si è sviluppata per fare fronte alla vita di una specie predata. Sebbene  la loro vista possa non essere molto dettagliata, i conigli sono assai abili nel  riconoscere qualsiasi cosa intorno a loro, si tratti di una minaccia o di  qualcosa di invitante.<br />
Essi hanno effettivamente occhi dietro le loro teste.</p>
<p><strong>Mike Chapman</strong></p>
<p><a title="link esterno, apre una nuova finestra" href="http://www.wisconsinhrs.org/Articles/What%20Do%20Rabbits%20See.htm" target="_blank">Link<br />
all&#8217;articolo originale</a></p>
<p><strong><em>Riferimenti</em></strong></p>
<p>Krempels, Dana M., <em>What Do Rabbits See?</em> House Rabbit Society: Orange<br />
County Chapter Newsletter 5 (Summer 1996), 1.</p>
<p>[<a href="http://www.protty.it/protty_informazione/2010/03/che-cosa-vedono-i-conigli-2%C2%B0/"><strong>Su protty.it è disponibile la traduzione italiana</strong></a>]</p>
<p>Miller, P.E. and Murphy, C.J., <em>Vision in Dogs</em>, JAVMA 20 (15 Jan 1995),<br />
1623-1634.</p>
<p>Smythe, R.H., <em>Vision in the Animal World</em>, St. Martin&#8217;s Press, New York<br />
(1975).</p>
<hr /><strong>Traduzione e immagini di Roberto Ellero</strong></p>
<p>Link sulla visione negli animali e nell&#8217;uomo:</p>
<ul>
<li><a title="link esterno, apre una nuova finestra" href="http://www.iamcal.com/toys/colors/" target="_blank">Simulatore<br />
dei diversi tipi di daltonia</a></li>
<li><a title="link esterno, apre una nuova finestra" href="http://landsat.gsfc.nasa.gov/education/compositor/" target="_blank">landsat.gsfc.nasa.gov/education/compositor/</a></li>
<li><a title="link esterno, apre una nuova finestra" href="http://www.ehess.fr/centres/lscp/persons/ramus/dyslexia02/Visualtests.html" target="_blank">Visualtests</a></li>
</ul>
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		<item>
		<title>Che cosa vedono i conigli? [2°]</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Mar 2010 09:51:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Protty</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Di Dana M. Krempels, Ph.D. Traduzione di una delle fonti citate nell&#8217;articolo di Mike Chapman sulla visione nei conigli. [Si ringrazia Dana Krempels (Department of Biology - University of Miami) per la gentile concessione alla traduzione e alla pubblicazione] Molti &#8220;genitori&#8221; di conigli d&#8217;affezione sono curiosi di sapere come appare il mondo ai loro amici [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Di <strong>Dana M. Krempels</strong>, Ph.D.<br />
Traduzione di una delle fonti citate <a title="apre una nuova finestra" href="http://www.protty.it/prottynuke/html/article.php?sid=61" target="_blank">nell&#8217;articolo    di Mike Chapman</a> sulla visione nei conigli.<br />
[Si ringrazia <a title="link al sito di Dana Krempels" href="http://www.bio.miami.edu/dana/" target="_blank">Dana    Krempels</a> (Department of Biology - University of Miami) per la  gentile concessione    alla traduzione e alla pubblicazione]</p>
<p>Molti &#8220;genitori&#8221; di conigli d&#8217;affezione sono curiosi di sapere come    appare il mondo ai loro amici lagomorfi. Perché il mio coniglio fa  difficoltà    a trovare il cibo quando è proprio davanti al suo musetto?<br />
Perché si allarma o si spaventa così facilmente se cammino nella    stanza portando una scatola o la borsa della spesa?<br />
I miei coniglietti sono in grado di riconoscere i colori?</p>
<p>La  prima cosa da tenere a mente è che l&#8217;apparato della visione nel  coniglio    si è modificato sotto una pressione evolutiva completamente diversa da     quella che ha plasmato i nostri occhi. Noi primati umani, come le  cugine scimmie,    abbiamo occhi posti frontalmente che consentono una visione binoculare  e la    percezione della profondità. Questo è essenziale per un animale    originariamente adattato a saltare tra gli alberi. Inoltre, possediamo  un&#8217;eccellente    visione dei colori, caratteristica che aiutò i nostri antenati a  reperire    frutti maturi e gustose infiorescenze nella vegetazione della foresta.</p>
<p>Per converso, l&#8217;apparato della visione del coniglio non è progettato    per reperire cibo o per i movimenti, ma per individuare velocemente ed  efficacemente    l&#8217;avvicinarsi dei predatori da quasi tutte le direzioni. Gli occhi  sono posti    in alto e ai lati del cranio, consentendo al coniglio di vedere quasi a  360    gradi, ed anche sopra la testa. I conigli vedono bene da lontano,  questo spiega    perché vengono spaventati da un aeroplano che vola sopra la loro  testa,    mentre i loro amici umani possono a malapena vederlo. (Potrebbe essere  un falco!    corri via!)</p>
<p>Il prezzo che il coniglio paga per questo notevole campo visuale è un     piccolo spazio cieco proprio di fronte al muso, ma le narici poste  frontalmente    e le larghe orecchie a cucchiaio compensano questa piccola falla nella  percezione    del predatore. In un animale dotato di visione binoculare, i campi  visivi degli    occhi si sovrappongono di alcuni gradi. L&#8217;area cieca centrale  impedisce al coniglio    la visione tridimensionale degli oggetti vicini. Quando il tuo  coniglietto alza    la testa e sembra guardarti &#8220;trasversalmente&#8221;, in effetti sta  guardando    diritto a te, per quanto è possibile ad un coniglietto.  Presumibilmente,    non possiede la facoltà di percepire &#8211; come i primati &#8211; la profondità,     nella breve distanza.</p>
<p>Cosa si può dire sulla percezione dei colori? In generale, i  vertebrati    presentano nella retina due diversi tipi di cellule fotorecettore:  bastoncelli    e coni. I coni conferiscono l&#8217;abilità di percepire l&#8217;immagine in modo    dettagliato, essi inoltre consentono di percepire molte lunghezze  d&#8217;onda della    luce come colori diversi. Ad esempio, noi umani abbiamo tre diverse  categorie    di coni &#8211; con massima sensibilità per le regioni rosse, blu e verdi  dello    spettro. La diversa sensibilità di ciascun tipo di cono ci consente di     percepire diverse (visibili) lunghezze d&#8217;onda della luce come i colori  dell&#8217;arcobaleno.</p>
<p>Studi sul comportamento &#8211; pubblicati nei primi anni &#8217;70 &#8211; dicono che i  conigli    possiedono una limitata capacità di distinguere tra alcune lunghezze    d&#8217;onda, percependole come colori diversi.<br />
In particolare possono distinguere fra le lunghezze d&#8217;onda che noi  intendiamo    come &#8220;verde&#8221; e &#8220;blu&#8221;.<br />
I conigli potrebbero non percepire il verde e il blu al nostro modo,  ma sicuramente *possono* riconoscerli come distinti. Questo significa  che essi hanno una    limitata visione del colore, dovuta probabilmente a due diverse  categorie di    cellule cono (blu e verde).</p>
<p>L&#8217;altra tipologia di fotorecettori, i bastoncelli, conferisce un&#8217;alta  sensibilità    nelle situazioni di scarsa illuminazione, con una relativamente bassa  definizione    (per esempio, una immagine &#8220;sgranata&#8221;). La retina del coniglio  presenta    un rapporto molto più alto di bastoncelli rispetto ai coni, a  confronto    con la retina umana. Sebbene un coniglio possa vedere più  distintamente    di un umano, in condizioni di bassa luminosità, la sua immagine poco    illuminata presenta una definizione (acutezza) molto povera, rispetto  alle immagini    diurne generate dalla nostra retina di primati, ricca di coni.</p>
<p>Ora potresti chiederti: &#8220;Il mio coniglietto mi vede distintamente, o  gli    sembro soltanto una grande macchia?&#8221; Mentre leggi questa pagina  focalizzi    le lettere con solo una piccola parte della tua retina, chiamata  fovea. Questa    è una minuscola depressione a forma di cono presente nella retina,  fiancheggiata    da cellule cono per l&#8217;alta definizione.</p>
<p>Anche i conigli possiedono piccole aree della retina con più coni e    bastoncelli. Tuttavia, questa <em>area centralis</em> non è concava, e    ha una densità di coni di gran lunga inferiore rispetto alla nostra  fovea.    L&#8217;immagine che si forma nell&#8217;area centralis è relativamente  &#8220;sgranata&#8221;,    a confronto con quella generata dalla nostra fovea, ma è ottimale per    i conigli. Utilizzando questa immagine, la tua voce, i movimenti del  corpo e    gli odori come segnali, il tuo coniglio può riconoscerti (il suo umano     prediletto) &#8211; fino a che non starai portando una terrificante scatola  che modifica    la tua forma familiare!</p>
<p>Sapere qualcosa di più su come un&#8217;altra creatura vede il mondo ci  consente    di avvicinarci di un passo alla comprensione del suo comportamento &#8211; e  di correggere    il nostro per rendere la vita più felice per tutti.<br />
Ricordalo la prossima volta che il tuo coniglio ti guarderà con i suoi     profondi, antichi occhi.</p>
<p>copyright 1998 &#8211; <a title="visita il sito di Dana Krempels, apre una nuova  finestra" href="http://www.bio.miami.edu/dana/" target="_blank"><strong>Dana    Krempels</strong></a></p>
<p><a title="link esterno, apre una nuova finestra" href="http://fig.cox.miami.edu/Faculty/Dana/vision.html" target="_blank">Link    all&#8217;articolo originale</a></p>
<hr /><a href="http://www.protty.it/protty_informazione/2010/03/che-cosa-vedono-i-conigli/">Leggi  l&#8217;articolo    di Mike Chapman sullo stesso argomento</a></p>
<p>traduzione di Roberto Ellero</p>
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		<title>La retina nel coniglio</title>
		<link>http://www.protty.it/protty_informazione/2010/03/la-retina-nel-coniglio/</link>
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		<pubDate>Mon, 15 Mar 2010 09:49:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Protty</dc:creator>
				<category><![CDATA[anatomia]]></category>
		<category><![CDATA[comportamento]]></category>

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		<description><![CDATA[Questo articolo è un approfondimento relativo ai due saggi dedicati alla visione nel coniglio, di Mike Chapman e Dana Krempels, di cui si consiglia la lettura per affrontare questa analisi sulla retina nel coniglio. Si tratta di un testo specialistico, ma anche i profani possono scoprire informazioni interessanti. Le cellule ganglionari nel coniglio (parte de [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questo articolo è un approfondimento relativo ai due saggi dedicati    alla <strong>visione nel coniglio</strong>, di <a href="http://www.protty.it/prottynuke/html/article.php?sid=61">Mike    Chapman</a> e <a href="http://www.protty.it/prottynuke/html/article.php?sid=64">Dana    Krempels</a>, di cui si consiglia la lettura per affrontare questa  analisi sulla    retina nel coniglio. Si tratta di un testo specialistico, ma anche i  profani    possono scoprire informazioni interessanti.</p>
<p><a href="http://webvision.med.utah.edu/GC1.html#Rabbit%20ganglion%20cells"><strong>Le     cellule ganglionari nel coniglio</strong></a> (parte de <em>L&#8217;organizzazione  della    retina e l&#8217;apparato visivo</em>, <a href="http://webvision.med.utah.edu/"><strong>progetto    WebVision</strong></a>, di <a href="http://webvision.med.utah.edu/authors.html">Dr.    Helga Kolb, Dr. Eduardo Fernandez, Dr. Ralph Nelson, Bryan William  Jones</a> ) [i link rimandano alle pagine originali in inglese]<br />
La finalità del progetto WebVision è raccogliere le più    recenti acquisizioni nella conoscenza e comprensione della retina nei  mammiferi.</p>
<p><strong>Si ringrazia la <a href="http://webvision.med.utah.edu/authors.html">Dr.    Helga Kolb</a> per la gentile concessione alla traduzione e alla  pubblicazione.</strong></p>
<p><strong>Le cellule ganglionari nel coniglio</strong></p>
<p>La retina del coniglio è stata studiata approfonditamente, poiché    si tratta di una retina più accessibile, per isolamento, colorazione    e conservazione, rispetto alla retina di altri mammiferi. La retina può    essere isolata e tenuta in vita per ore di studi sperimentali mediante semplici    tecniche di perfusione. La retina del coniglio è stata originariamente    studiata per la proprietà di selettività direzionale delle cellule    ganglionari. Per il fatto che questa retina è specializzata nella visione,    si scoprì ben presto che molte delle cellule ganglionari sono sensibili    al moto e alla direzione dei movimenti degli stimoli visivi (Barlow and Levick,    1965).</p>
<p>E&#8217; interessante che non ci sia stata una classificazione sistematica dei diversi    tipi di cellule ganglionari nel coniglio, basata su tecniche morfologiche come    per l&#8217;apparato del Golgi [<a href="http://www.anisn.it/scienza/golgi/camillogolgi.htm">rif.</a>].    Tuttavia, la colorazione intracellulare e approcci fisiologici hanno prodotto    un assai efficace schema di classificazione che ha oggi preso il posto di uno    studio analogo al Golgi.</p>
<p>Le cellule ganglionari [<a href="http://www.quipo.it/occhio/RetinaANATOMIA.html">rif.</a>]    sono equivalenti ai tipi ON e OFF-alpha nei gatti, e sono presenti anche nel    coniglio (Peichl et al., 1987; Amthor et al., 1989a). Hanno entrambe simile    fisiologia, e simili sono la dimensione del campo dendritico e la forma, sebbene    nel coniglio il loro corpo cellulare non sia di fatto così largo come    nella retina del gatto. Gli equivalenti tipi di cellula beta nel coniglio sono    un po&#8217; meno chiari. Le cellule che rispondono con una organizzazione di campo    ricettiva concentrica prolungata lineare e attiva, a coppie ONcenter e OFFcenter,    sono state osservate nel coniglio, e il loro aspetto è abbastanza simile    alle cellule periferiche beta del gatto. Esse hanno, però, dimensioni    minori, ancora come nel confronto delle cellule alfa (Amthor et al., 1989a).    Poiché non è stata ancora vista una cellula con una esattamente    uguale morfologia, come una cellula beta centrale, anche nel <em>visual streak </em>[striscia visiva, fasci di fibre nervose con andamento a striscia] della    retina di coniglio (Amthor et al., 1989a), alcuni suggeriscono che non c&#8217;è    un vero equivalente della cellula beta nel coniglio (Wassle and Boycott, 1991).    E&#8217; una questione aperta ancor oggi, perché l&#8217;apparato visivo del coniglio    è organizzato diversamente rispetto a quello del gatto, con una striscia    orizzontale nella retina, senza sovrapposizione binoculare del campo visivo    e proiezioni ai centri visivi nel <em>tectum</em> piuttosto che nel <em>geniculo-striate</em>.</p>
<p>Altre cellule ganglionari del coniglio, con fisiologia a campo recettivo concentrico,    ma dal pattern di risposta meno attivo, sono state dimostrare in Amthor e coautori    del lavoro (1989a). Molti di questi tipi sono similari ai tipi di cellula non-alpha/non-beta,    nella morfologia del gatto. Tuttavia, la correlazione fra la fisiologia delle    cellule ganglionari delle due specie è difficile da stabilire attualmente.    Alcuni confronti fra cellule ganglionari della retina umana e quelle del coniglio    sono stati effettuati da Kolb (Kolb et al., 1992). E&#8217; interessante notare che    esistono un numero molto maggiore di analogie fra tipi di cellule ganglionari    nel coniglio e nello scoiattolo [California ground squirrel] (Linberg et al.,    1996).</p>
<p align="center"><a href="http://www.protty.it/ganglion/1.jpg"><img src="http://www.protty.it/ganglion/min1.jpg" border="0" alt="" width="140" height="219" /></a><br />
Fig. 1. ON-OFF directionally selective ganglion cell of rabbit retina<br />
[clicca l'immagine per ingrandirla]</p>
<p align="center"><a href="http://www.protty.it/ganglion/2.jpg"><img src="http://www.protty.it/ganglion/min2.jpg" border="0" alt="" width="261" height="219" /></a><br />
Fig. 2. ON-directionally selective ganglion cell of rabbit retina</p>
<p>I più inusuali tratti distintivi dei recettori della retina del coniglio    sono le cellule ganglionali sensibili al moto, all&#8217;orientamento e alla direzione    (Amthor et al., 1989b). Le cellule ganglionari a doppio strato ON-OFF <em>directional    selective (DS) </em>della retina del coniglio hanno suscitato molto interesse,    in particolare perché molti aspetti dei percorsi nervosi sono stati chiariti    (figura 1). Ad esempio, le cellule <em>amacrine</em> contenenti<em> acetylcholine </em>[<a href="http://www.quipo.it/occhio/RetinaANATOMIA.html">rif.</a>],    anche dette <em>starburst cells</em>, sono le cellule di maggiore input (Masland,    1984; 1988; Famiglietti, 1987; 1991). Gli effetti degli antagonisti dell&#8217;acetilcolina,    per lungo tempo, sono stati considerati causa della perdita della selettività    direzionale nella retina del coniglio, e anche le cellule amacrine contenenti    GABA [acido gamma aminobutirico] ne sono state considerate causa (Wyatt and    Daw, 1976; Daw and Ariel, 1981). L&#8217;aspetto affascinante della selettività    ON-OFF direzionale delle cellule ganglionari nel coniglio è che sono    bistratificate e presentano i due strati dei loro dendriti orientati in modo    ortogonale l&#8217;uno rispetto all&#8217;altro (figura 1). L&#8217;orientamento dell&#8217;albero dendritico    esterno (ad es. lo strato OFF dei dendriti) è portato ad adeguarsi alla    direzione preferenziale rispetto alla reazione della cellula a un oggetto in    movimento (Amthor et al., 1989b).</p>
<p align="center"><a href="http://www.protty.it/ganglion/3.jpg"><img src="http://www.protty.it/ganglion/min3.jpg" border="0" alt="" width="240" height="128" /></a><br />
Fig. 3. Direction and orientation selective ganglion cells of rabbit retina<br />
[clicca l'immagine per ingrandirla]</p>
<p align="center"><a href="http://www.protty.it/ganglion/4.jpg"><img src="http://www.protty.it/ganglion/min4.jpg" border="0" alt="" width="150" height="135" /></a><br />
Fig. 4. Uniformity detector and local edge detector ganglion cells of rabbit    retina</p>
<p>L&#8217;altro tipo di di cellule selettive per direzione, nel coniglio, è    il tipo <em>ON-center, </em>e il suo albero dendritico ad un solo livello in sublamina    b <em>(ON layer of the IPL) </em>non è orientato &#8211; come ci si aspetterebbe    &#8211; secondo la direzione preferenziale (figura 2). Altri tipi di cellule ganglionari,    importanti e ben caratterizzati negli studi di Amthor e collaboratori sulla    retina del coniglio (1989b), includono recettori dell&#8217;orientamento, del bordo    e dell&#8217;uniformità (in antitesi col contrasto) (figure 3 e 4).<br />
Di particolare interesse è il fatto che ciascuno dei differenti tipi    di cellule ganglionari abbia una morfologia ben distinta e diversa, primariamente    con riguardo alla sottostruttura dei loro dendriti. Molti di essi presentano un&#8217;altra    caratteristica in comune, essi mostrano un orientamento dell&#8217;intero albero dendritico    lontano dal nucleo, con un pattern asimmetrico (figure 1-4). Tutti i dettagli    di queste morfologie si possono reperire negli eleganti studi di Amthor, Takahashi    and Oyster (1989a,b), che si consiglia di leggere.</p>
<p><a href="http://webvision.med.utah.edu/authors.html"><strong>Dr.    Helga Kolb, Dr. Eduardo Fernandez, Dr. Ralph Nelson, Bryan William Jones</strong></a><br />
<a href="http://webvision.med.utah.edu/"><strong>Progetto WebVision</strong></a></p>
<p><strong>Fonti citate:</strong></p>
<p><strong>Barlow, H.B. and Levick, W.R.</strong> (1965) <em>The mechanism of directionally    selective units in the rabbit&#8217;s retina</em>. J. Physiol. (Lond.) 178, 477-504.</p>
<p><strong>Peichl, L, Bühl, E.H. and Boycott, B.B. </strong>(1987) <em>Alpha ganglion    cells in the rabbit retina</em>. J. Comp. Neurol. 263, 25-41.</p>
<p><strong>Amthor, F.R., Takahashi, E.S. and Oyster, C.W.</strong> (1989a) <em>Morphologies    of rabbit retinal ganglion cells with concentric receptive fields</em>. J. Comp.    Neurol. 280, 72-96.</p>
<p><strong>Amthor, F.R., Takahashi, E.S. and Oyster, C.W.</strong> (1989b) <em>Morphologies    of rabbit retinal ganglion cells with complex receptive fields</em>. J. Comp.    Neurol. 280, 97-121.<br />
<strong>Wässle, H. and Boycott, B.B.</strong> (1991) <em>Functional architecture of    the mammalian retina</em>. Physiol. Rev. 71, 447-480.</p>
<p><strong>Kolb, H., Linberg, K. A. and Fisher, S. K.</strong> (1992) <em>The neurons of    the human retina: a Golgi study</em>. J. Comp. Neurol. 318, 147-187.</p>
<p><strong>Linberg, K.A., Suemune, S. and Fisher, S.K.</strong> (1996) <em>Retinal neurons of  the California ground squirrel, Sperophilus beecheyi: A Golgi study</em>. J. Comp.  Neurol. 365,173-216.</p>
<p><strong>Masland, R.H., Mills, J.W. and Cassidy, C.</strong> (1984) <em>The functions of    acetylcholine in the rabbit retina</em>. Proc. R. Soc. Lond. [B] 223, 121-139.</p>
<p><strong>Famiglietti, E.V. </strong>(1987) <em>Starburst amacrine cells in cat retina are    associated with bistratified, presumed directionally selective, ganglion cells</em>.    Brain Res. 413, 404-408.</p>
<p><strong>Wyatt, H.J. and Daw, N.W.</strong> (1976) <em>Specific effects of neurotransmitter    anatagonists on ganglion cells in rabbit retina</em>. Science 191, 204-205.</p>
<p><strong>Daw, N. W. and Ariel, M.</strong> (1981) <em>Effect of synaptic transmitter drugs    on receptive fields of rabbit ganglion cells</em>. Vision Res. 21,1643-1648.</p>
<hr />
<p>Traduzione di Roberto Ellero</p>
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		<title>Ugo e la convivenza con cani e gatti</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Mar 2010 09:47:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Protty</dc:creator>
				<category><![CDATA[comportamento]]></category>
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		<description><![CDATA[[Mai visto un feeling così fra coniglio gatto e cane! Il racconto di Ugo è eccezionale e ci sono foto imperdibili.] Arrivai a casa di Monica, colei che sarebbe diventata la mia umana, quasi nove anni fa. Ebbene sì sono il nonno di tutti i conigli. Anzi la nonna, visto che la mia umana, dopo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: small;">[Mai visto un feeling così fra coniglio gatto e cane!  Il racconto di Ugo è eccezionale e ci sono foto imperdibili.]</span></p>
<p><span style="font-size: small;">Arrivai a casa di Monica, colei che sarebbe diventata  la mia umana, quasi nove anni fa.<br />
Ebbene sì sono il nonno di tutti i  conigli. Anzi la nonna, visto che la mia umana, dopo avermi guardato in  faccia &#8211; e solo in faccia &#8211; un paio di volte mi disse &#8220;non puoi che  chiamarti Ugo&#8221;.<br />
E il mio nome non cambiò più, nemmeno di fronte  all&#8217;evidenza&#8230;</span></p>
<p align="center"><strong><br />
<a href="http://www.protty.it/album/galleria/?level=album&amp;id=19"><span style="font-size: small;">Prima di tutto le fotografie di Ugo,  Alice e Diana!</span></a><br />
<span style="font-size: small;">(clicca il link per vederle)</span></strong></p>
<p><span style="font-size: small;">All&#8217;inizio fu dura: c&#8217;era un animalone grossissimo che  mi terrorizzava. La prima volta che l&#8217;umana mi portò in giardino,  l&#8217;animalone mi corse dietro e mi bloccò con le sue enormi zampone. Io  feci &#8220;kiiii kiiiii kiiiii&#8221; disperatamente, certa di essere ormai la sua  preda. Ma quello iniziò a leccarmi fino a ridurmi fradicio come un  pulcino. Fu abbastanza disgustoso, ma sempre meglio che essere pappata.<br />
Da  allora ho capito che Diana, l&#8217;animalone, razza pastore tedesco, </span><span style="font-size: small;">ha un debole per me</span><span style="font-size: small;">: mi tratta come un cucciolo, mi lecca, mi ribalta con il muso,  e se non sottostò ai suoi voleri mi blocca con le zampe. A me la cosa  dà parecchio fastidio, una sua leccata equivale a farsi la doccia e poi  con quelle zampacce mi schiaccia e mi fa male. Ma so che non lo fa  apposta, non si rende conto di quanto è grossa e pesante in confronto a  me. Io comunque cerco di tenermi alla larga da quei piedoni, e mi faccio  avvicinare solo quando sono in luogo che mi fa sentire sicura e  protetta dalla sua mole. Quando poi con quella lingua diventa troppo  insistente e arriva a succhiarmi la testa come fossi un lecca-lecca,  allora mi ribello e ringhio e fingo di attaccarla. E funziona: o lei è  molto fifona o io sono molto credibile!</span></p>
<p><span style="font-size: small;">All&#8217;inizio non fu facile nemmeno con Alice, la gatta  di casa: dolcissima ma un po&#8217; isterica. Tra noi ci fu subito un  equivoco: io ero piccolissima, la scambiai per la mia mamma e mi  avvicinai fiduciosa; lei mi scambiò per un topo, e iniziò a guardarmi  con lo stesso sguardo da predatore di quando adocchia un ignaro  uccellino. Ma l&#8217;umana mi protesse con le sue mani e da allora Alice capì  che non ero da mangiare, che ero entrata a far parte della famiglia.  Dopo avermi annusata a lungo mi adottò e finché fui piccolina mi permise  di rintanarmi contro la sua pancia; anche ora che sono un colosso e  siamo entrambe molto vecchie è sempre tanto affettuosa con me: se le  vado vicino mi lecca la testa e a me piace molto, ha una lingua asciutta  e ruvida che mi gratta come piace a me (</span><span style="font-size: small;">vedi la foto</span><span style="font-size: small;">).<br />
Alice  ha una figlia di nome Luna che quando ero piccola era gelosa e mi dava  le zampate sulla testa; quando sono diventata grossa quasi come lei ha  iniziato a considerarmi una compagna di giochi e nella bella stagione ci  divertiamo un sacco a inseguirci in giardino.<br />
Lei è più veloce, ma  quando mi raggiunge io ringhio e faccio una zompatina in verticale:  questa cosa la spaventa moltissimo&#8230; o forse fa finta e sta al gioco.<br />
In  fondo se solo lo volesse potrebbe farmi davvero male con quegli  artigli!</span></p>
<p><span style="font-size: small;">Ugo</span></p>
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		<title>Dr. Jekyll e Mr. Hyde: una coniglietta in gravidanza isterica</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Mar 2010 09:45:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Protty</dc:creator>
				<category><![CDATA[comportamento]]></category>
		<category><![CDATA[gravidanza isterica]]></category>

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		<description><![CDATA[Ho  passato una serata intera a guardare impotente Cleo che si strappava il  pelo con foga e difendeva il nido con un&#8217;aggressività che non credevo  possibile in un coniglio&#8230; Poi è ritornata la mia tranquilla  coniglietta di sempre. Come  ogni mattina sono andata a salutare il suo morbido musetto, lei mi  aspettava in gabbia impaziente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho  passato una serata intera a guardare impotente Cleo che si strappava il  pelo con foga e difendeva il nido con un&#8217;aggressività che non credevo  possibile in un coniglio&#8230;<br />
Poi è ritornata la mia tranquilla  coniglietta di sempre.</p>
<p>Come  ogni mattina sono andata a salutare il suo morbido musetto, lei mi  aspettava in gabbia impaziente di uscire a fare colazione: una carezzina  sulla testolina, una bacino al naso, il tempo di svegliarmi  completamente e poi avrei potuto darle tutte le attenzioni che merita,  ma&#8230;<br />
Sorpresa!<br />
Una matassa di pelo grigio e bianco grande come  il palmo di una mano era ammassato in un angolo della gabbia&#8230;<br />
Mi è  mancato il fiato, lei mi guardava con aria tranquilla e innocente, come  se quel pelo fosse arrivato nella sua gabbia trasportato dal vento.<br />
So  che i conigli si strappano il pelo quando preparano il nido per i  cuccioli e visto che non frequenta coniglietti maschi (avrà organizzato  una festa in mia assenza?) rimaneva una sola soluzione: una gravidanza  isterica&#8230;<br />
Terrore e sconforto. Che fare?</p>
<p>Appena arrivata in  ufficio ho lanciato un SOS sul forum e ho avuto la conferma delle mie  paure, era una gravidanza isterica e l&#8217;unica cosa da fare era sopportare  i suoi sbalzi d&#8217;umore ormonali e attendere la fine della tempesta&#8230;</p>
<p>Di  ritorno a casa, la piccola monella mi aspettava in camera tranquilla:  nessuna matassa sospetta in giro e nessun segno di nervosismo. Mi girava  intorno tranquilla in attesa delle verdurine e delle coccole.<br />
Avevo  quasi iniziato a pensare che l&#8217;episodio non si sarebbe ripetuto quando  ad un tratto ha iniziato a strapparsi il pelo.<br />
E stato tremendo, la  vedevo addentare la pelliccia sulla pancia o sui fianchi e tirare il  pelo, lo teneva in bocca e cercava un posto adatto a fare il nido.<br />
L&#8217;ho  fatta entrare in gabbia ma appena ha visto lo sportello superiore  aperto ha spiccato un balzo, come non aveva mai fatto, ed è corsa fuori.<br />
Ho  cercato di toglierle il pelo dalla bocca, per paura che soffocasse, con  il risultato di farla arrabbiare ulteriormente.<br />
Mi sono meritata un  grugnito talmente forte da essere sentito anche nelle altre stanze e in  quel momento ho capito: voleva essere lasciata in pace, aveva da fare il  nido per i suoi cuccioli immaginari e io ero una minaccia.<br />
Sono  andata in cucina lasciandola sola in camera e quando sono rientrata in  punta di piedi l&#8217;ho trovata nascosta sotto il piumone del letto&#8230;<br />
Mi  veniva da piangere: la mia cucciolotta stava attraversando un momento  difficile e io non potevo fare assolutamente niente per aiutarla.<br />
Ancora  oggi rivedo lo sguardo carico di rabbia di Cleo che mi grugniva contro.<br />
Quando  l&#8217;operazione di costruzione del nido è finita, è uscita da sotto il  piumone e si è sdraiata sotto il letto ma sempre con espressione  arrabbiata.<br />
Alle due di notte l&#8217;ho sentita bere in gabbia, sono  tornata in camera e lei mi guardava tranquilla mentre masticava un  fieno. Sembrava stupita della mia esitazione nell&#8217;avvicinarmi, si è  fatta accarezzare e si è sdraiata a riposare come se nulla fosse.<br />
Era  tornata la mia Cleo di sempre.<br />
Sotto il piumone aveva raccolto tanto  pelo da coprire il fondo di una scatola da scarpe!<br />
La gravidanza  isterica è durata tre giorni.<br />
Non sì è più trasformata in Mr. Hyde  davanti a me, ma ho trovato altre matasse di pelo tra il copriletto e il  piumone, tra il piumone e la coperta e tra la coperta e il lenzuolo; si  occupava di fare il nido mentre io ero in ufficio.<br />
Per tutta la  settimana sono rimasta in allerta: ogni volta che si metteva a fare  toeletta mi aspettavo da un momento all&#8217;altro di vederla strapparsi il  pelo.<br />
Ora aspetto con ansia l&#8217;appuntamento con il veterinario per  parlare di sterilizzazione.<br />
Speriamo che questo sia quello giusto!</p>
<p>A.  Lisa</p>
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		<title>Molly mamma immaginaria</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Mar 2010 09:43:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Protty</dc:creator>
				<category><![CDATA[comportamento]]></category>
		<category><![CDATA[gravidanza isterica]]></category>
		<category><![CDATA[Molly]]></category>

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		<description><![CDATA[Fin da quando era molto piccola la mia dolce Molly con  frequenza variabile di mesi, prendeva tanto tanto fieno in bocca e  iniziava a girare nella stanza e dentro la gabbia tenendo ben stretto  questo fascio di fieno tra le fauci, e finché non aveva deciso lei (dopo  almeno una mezz&#8217;oretta), non riuscivamo a farglielo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Fin da quando era molto piccola la mia dolce Molly con  frequenza variabile di mesi, prendeva tanto tanto fieno in bocca e  iniziava a girare nella stanza e dentro la gabbia tenendo ben stretto  questo fascio di fieno tra le fauci, e finché non aveva deciso lei (dopo  almeno una mezz&#8217;oretta), non riuscivamo a farglielo togliere di bocca.</p>
<p>Io all&#8217;inizio non conoscevo proprio niente di coniglietti  nonostante avessi cercato di farmi una cultura in merito acquistando un  libro intitolato &#8220;manuale del coniglio nano&#8221; che non è servito proprio a  niente perché ho scoperto che riporta le solite notizie sbagliate  derivanti da anni di allevamento del &#8220;coniglio da forno&#8221; e quindi mi  stupivo del comportamento della piccola e avevo intuito che cercasse di  fare il nido, ma non sapendo dove altro informarmi avevo rimandato il  problema sperando che fosse una cosa normale e che lo dovesse fare.</p>
<p>E cosi è andata avanti circa un anno e mezzo durante  il quale almeno quattro volte Molly ha fatto la scena del fieno in bocca  per un paio di giorni.</p>
<p>Però in questo lasso di tempo io ho scoperto i siti di  coniglietti e ho letto delle gravidanze isteriche.</p>
<p>Per fortuna che ho letto giusto in tempo sul sito di  Protty la storia della coniglietta in gravidanza isterica che si  strappava il pelo, altrimenti quando la Molly lo ha fatto sarai morta di  paura.</p>
<p>Infatti due mesi dopo il compimento di due anni di  età, a fine Giugno, Molly ha avuto una crisi spaventosa.</p>
<p>La piccola ha iniziato come al solito prendendo il  fieno in bocca, questa volta però ha trovato dove fare il nido perché io  le avevo comprato una casetta di legno in aggiunta alla gabbia.</p>
<p>Sono iniziate le manovre per la costruzione del nido  ha portato il fieno dentro sistemando la lettiera come riteneva  migliore. Io mi stavo preoccupando molto, ma non vi dico che spavento  quando tornando dal lavoro ho trovato matasse di pelo a giro ovunque. E  non era finita qui, perché il giorno dopo ho assistito alla scena  straziante di vedere Molly che si strappava il pelo dalla povere pancina  ormai tutta rosa e dal sottomento che prima era così bello pieno di  pelo&#8230; Non sapevo come aiutarla e farla smettere, si stava straziando.</p>
<p>Il mio veterinario, che avevo già stabilito da tempo  che non ci capiva niente di coniglietti, mi ha detto che non si poteva  fare niente, che bisognava aspettare che gli passasse senza  preoccuparsi.</p>
<p>Ma come senza preoccuparsi??? Io avevo letto di  sterilizzazione!! Niente, lui toglieva solo gli attributi ai maschietti,  le femmine non si potevano operare.</p>
<p>Ho scritto a Protty per avere indirizzi di veterinari  esperti, ma quelli conosciuti erano tutti fuori dalla mia città e  specialmente a causa del traffico (non tanto della distanza reale) ci  sarebbe voluto un&#8217;oretta di auto per andare del veterinario;  considerando che Molly si spaventa dell&#8217;auto e si spaventa dal  veterinario non mi sembrava il caso di sommare le due paure in una volta  sola.</p>
<p>Quindi, visto che dopo circa 4-5 giorni sembrava  essere passata la crisi, ho tolto la casetta di legno (quando Molly non  era nella stanza)&#8230; era piena di pelo sapientemente amalgamato con il  fieno&#8230; che impressione, quanto pelo!!!!</p>
<p>Molly sembrava non essere stata assolutamente  disturbata dal fatto che le avevo tolto il nido e non lo cercava e ha  continuato a comportarsi normalmente.</p>
<p>Sembrava tutto finito.</p>
<p>Ma non era così.</p>
<p>Dopo un mese da un giorno all&#8217;altro sono gonfiate in  maniera impressionante le mammelle di Molly. Ho pensato al peggio.</p>
<p>Il mio veterinario ha detto che le era venuto il latte  in seguito alla gravidanza isterica e ha continuato dicendo che non si  doveva fare niente solo stare attenti che non le facesse infezione.</p>
<p>Sono andata su tutte le furie, ma come aspettare una  probabile infezione senza fare niente.</p>
<p>Disperata mi sono messa ulteriormente alla ricerca di  un veterinario esperto e ho fatto la cosa più semplice ho preso le  Pagine Gialle (non finirò mai di rimproverarmi di non averci pensato  prima), c&#8217;era solo 1 veterinario in tutta la città che riportava esperto  nella cura di piccoli animali e nell&#8217;elenco c&#8217;erano anche i  coniglietti.</p>
<p>Mi sono precipitata allo studio.</p>
<p>Il nuovo veterinario ha detto che era in piena  gravidanza isterica con la formazione del latte e che andava fatto  subito un ciclo di iniezioni di antibiotico perché non venendo succhiato  dai piccoli il latte le avrebbe fatto sicuramente infezione, dopodiché  passato questo problema l&#8217;unica soluzione era sterilizzarla con  intervento chirurgico, lui ne aveva fatto anche uno pochi giorni prima  ad un&#8217;altra coniglia.</p>
<p>Finalmente eravamo in buone mani.</p>
<p>A Settembre la piccola Molly è stata operata e dopo  due giorni di sofferenza per la ferita è stata subito bene e ha  ricominciato a correre e a saltare spensierata, sono stati incredibili i  tempi di ripresa: solo pochi giorni!</p>
<p>A saperlo subito, avrei evitato tante e tante  sofferenze alla piccola.</p>
<p>Ma tutto è bene, quel che finisce bene.</p>
<p>Leccatine a tutti da Molly</p>
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		<title>Supporto al tuo coniglio per la perdita di un compagno</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Mar 2010 09:41:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Protty</dc:creator>
				<category><![CDATA[comportamento]]></category>
		<category><![CDATA[lutto]]></category>
		<category><![CDATA[Marinell Harriman]]></category>
		<category><![CDATA[perdita]]></category>

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		<description><![CDATA[Traduzione di un articolo intitolato Pet Loss Support For Your Rabbit, di Marinell Harriman (House Rabbit Society). Traduzione di Barbara Faresin. [Reprinted with permission of Marinell Harriman] Molti di noi che hanno conigli come animali da compagnia ne hanno più di uno. Abbiamo altri conigli o altri animali domestici. Quando perdiamo uno di questi amati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Traduzione di un articolo intitolato <em><a href="http://www.rabbit.org/journal/2-1/loss-support.html" target="_blank">Pet Loss Support For Your Rabbit</a></em>, di <strong>Marinell  Harriman </strong>(House Rabbit Society).<br />
Traduzione di Barbara  Faresin.</p>
<p>[Reprinted with permission of Marinell Harriman]</p>
<p>Molti di noi che hanno conigli come animali da compagnia ne hanno più  di uno. Abbiamo altri conigli o altri animali domestici.</p>
<p>Quando perdiamo uno di questi amati membri della nostra famiglia,  spesso perdiamo la nostra razionalità&#8230;</p>
<p>Tendiamo ad  essere così preoccupati per la nostra sofferenza che trascuriamo il  fatto che i anche nostri animali possano soffrire. Gli animali non si  comportano come gli umani e per questo motivo possiamo interpretare male  i loro segni di dolore. Ci aspettano periodi di depressione e periodi  di stanchezza, ma ci sono anche altri comportamenti che possono indicare  stress psicologico. Bere troppa acqua, rosicchiare la pelliccia,  scavare sui tappeti sono tra essi.</p>
<p>Quando il nostro coniglio di quattro anni, Lefty, perse il suo  compagno Dinah, non c’erano cambiamenti nella sua personalità. Lefty è  uno dei nostri conigli più giocosi e vivaci. Notammo, tuttavia, che  beveva tre volte di più la quantità d’acqua che beveva normalmente e  saltava nel nostro letto e faceva buchi nelle nostre federe.</p>
<p>Gli animali non fanno necessariamente fronte al dolore nello stesso  modo in cui lo facciamo noi, ma il loro dolore è senza dubbio  stressante. Se il tuo coniglio che rimane si comporta male durante le  settimane che seguono una morte in famiglia, si tende a rimproverarlo  senza realizzare che lui si trova in difficoltà.</p>
<p>Questo è il momento di iniziare a cercare un nuovo amico per il tuo  amico, ma prima bisogna preparare le premesse per una tranquilla  transizione in una seconda o terza relazione.</p>
<p><strong>IL PREZZO DELLA BEATITUDINE</strong></p>
<p>Raramente una coppia di conigli muoiono insieme. Uno dei conigli  verrà lasciato solo a sentire la mancanza dell’altro (un prezzo che  tutti noi paghiamo per la nostra relazione con esseri che hanno una vita  più breve della nostra). Ognuno di noi affronta il dolore a modo suo,  ma ci sono alcune cose che si possono fare per aiutare il proprio  coniglio a farvi fronte.</p>
<p>Può risultare bizzarro, anche morboso, ma lasciare per un po’ (forse  alcune ore) il corpo defunto con il compagno in lutto, accorcerà il  periodo di dolore. Gli animali accettano la morte meglio di noi, come un  fatto naturale. Quello che è innaturale per loro è portare via i loro  compagni a morire altrove. Non si può spiegare loro cosa è successo.</p>
<p>Un coniglio, il cui compagno viene allontanato prima della sua morte,  aspetterà pazientemente il suo ritorno e non sarà in grado di accettare  una nuova relazione finché non sarà convinto che il suo compagno non  tornerà mai più a casa. Abbiamo notato che ci vuole uno, due mesi. Una  nuova compagnia, inserita troppo presto, può essere affrontata con  belligeranza.</p>
<p>Quando il tuo animaletto è malato terminale, il tuo veterinario  considera sia i bisogni fisici che psicologici e generalmente prescrive  la cura a casa.</p>
<p>Tuttavia, non sempre la cosa si risolve positivamente e ci si può  trovare con un coniglietto rimasto solo che non capisce perché il suo  compagno se ne sia andato.</p>
<p>Questa situazione richiederà più sforzo in attenzioni, trattamenti,  speciali sessioni di coccole e cure ed il coniglio avrà bisogno di un pò  tempo per adattarsi.</p>
<p>E&#8217; stato per caso che abbiamo scoperto quanto il processo di dolore  si accorci osservando la realtà fisica dei fatti.</p>
<p>Un giovane coniglietto maschio, la cui compagna è morta durante la  notte, è stato accanto al suo corpo per parecchie ore prima che noi li  trovassimo. Solo una settimana dopo era già in grado di accettare una  nuova amica. Non è quello che vorremmo per i nostri amici animali quando  ciò dovesse succedere? Non vogliamo un lungo periodo di lutto, loro non  hanno tutto questo tempo da perdere.</p>
<p>Nei nostri sforzi nella loro cura, noi soccorriamo molti conigli  rimasti senza casa alla fine della loro vita. Diamo loro dei compagni  per quello che rimane da vivere. A volte si tratta di poco tempo. Ma,  quando è possibile, permettiamo al compagno che rimane di &#8220;vegliare&#8221; sul  deceduto così sarà in grado di iniziare prima una nuova relazione.</p>
<p><strong>INTERROGATIVI CHE POSSIAMO AVERE</strong></p>
<p>E l&#8217;autopsia? Deve essere fatta immediatamente?</p>
<p>E le malattie contagiose? I conigli malati devono essere separati da  quelli sani?</p>
<p>Teoricamente si a tutte queste domande. Ma di certo ci sono altre  considerazioni.</p>
<p>I nostri veterinari hanno abbastanza esperienza con le autopsie da  distinguere i cambiamenti che ci sono dopo la morte dalle anormalità che  accadono prima della morte. Questo significa che abbiamo alcune ore per  fare gli aggiustamenti necessari. Separare i conigli malati dai loro  partners è qualche volta necessario, ma lo evitiamo se possiamo. Ciascun  caso va considerato individualmente e discusso con il proprio  veterinario.</p>
<p>Quanto è contagiosa la malattia?<br />
Il compagno di gabbia è già stato  esposto?<br />
Sarà più stressante separare una coppia legata?<br />
Il  compagno di gabbia offre supporto al coniglio ammalato e lo aiuta nella  guarigione?</p>
<p>Noi della <em>House Rabbit Society</em> abbiamo spesso rischiato nel  lasciare i coniglio sani con i loro compagni ammalati fino alla fine, e  non abbiamo perso nessuno dei questi &#8220;sostenitori&#8221;.</p>
<p>Un fenomeno che abbiamo osservato spesso è una temporanea esplosione  di energia. Qualche volta saltano e ballano. Dapprima io ero un pò  atterrita, interpretando quello che vedevo in termini umani. Noi abbiamo  regole sociali che ci impongono come dobbiamo comportarci nei confronti  della morte di un amato e come dobbiamo portare il giusto rispetto. I  conigli non osservano le nostre regole. Sembra che esprimano gioia  piuttosto che dolore, nonostante, ovviamente, a loro importi dei loro  compagni e sentiranno senza dubbio la loro mancanza. Provo a dare una  spiegazione a questo comportamento come se si trattasse di repentine  &#8220;vibrazioni&#8221; nell&#8217;aria che fanno rinascere il coniglio dopo la morte del  suo compagno.</p>
<p>Oppure &#8230; penso &#8230;. forse i conigli sanno qualcosa che noi umani  non conosciamo&#8230;</p>
<p><strong>Marinell Harriman </strong>(House Rabbit Society)<br />
Traduzione  di Barbara Faresin</p>
<p>[Reprinted with permission of Marinell Harriman]</p>
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		<title>Il saluto del coniglio: un inchino rituale</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Mar 2010 09:39:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Protty</dc:creator>
				<category><![CDATA[comportamento]]></category>
		<category><![CDATA[Carla Stockar]]></category>
		<category><![CDATA[saluto]]></category>

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		<description><![CDATA[Mi lascia molto perplessa la scarsità di osservazioni etologiche sull&#8217;atteggiamento di saluto che un coniglio domestico manifesta verso il suo amico (umano o non). Dato che il &#8220;saluto&#8221; è il più comune atteggiamento sociale di un coniglio non-dominante, sarebbe opportuno mostrare di comprendere il senso del messaggio e reagire come farebbe un altro coniglio: chinarsi lentamente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi lascia molto perplessa la scarsità di osservazioni etologiche  sull&#8217;atteggiamento di saluto che un coniglio domestico manifesta verso  il suo amico (umano o non). Dato che il &#8220;saluto&#8221; è il più comune  atteggiamento sociale di un coniglio non-dominante, sarebbe opportuno  mostrare di comprendere il senso del messaggio e reagire come farebbe un  altro coniglio: chinarsi lentamente fino a lui, per accarezzargli  delicatamente la zona della testa, soprattutto la canna nasale, il  contorno occhi e la fronte.</p>
<p><strong>Il saluto del  coniglio</strong></p>
<p>I conigli sono animali che vivono in gruppi  numerosi e come tali hanno sviluppato un complesso sistema di  comunicazione che comprende suoni (in massima parte troppo deboli per un  umano, eccetto le grida di paura), aromi (odori percepiti col naso e  feromoni scandagliati con l&#8217;apposito organo vomeronasale) e  atteggiamenti del corpo, che combinati tra loro offrono un efficace,  articolato sistema di comunicazione sociale.<br />
Tralasciando per limiti  fisici di osservazione il complesso sistema di suoni e di odori di cui i  conigli si servono, resta di facile osservazione soltanto il linguaggio  del corpo. Almeno quello occorre sforzarsi di comprenderlo, anche se,  putroppo, è meno di 1/3 del loro ricco &#8220;vocabolario&#8221;!!!</p>
<p>Per  comprendere le posture del corpo che un coniglio usa nei confronti  dell&#8217;uomo, occorre ovviamente prima comprenderle nell&#8217;ambito dei  rapporti tra i diversi conigli di uno stesso gruppo sociale.<br />
Nell&#8217;osservazione  di un gruppo di conigli che ha già definito stabilmente la propria  gerarchia di branco (nelle condizioni e negli spazi adatti, ciò richiede  48 ore di scontri tra adulti, talora violenti), quello che maggiormente  colpisce è la gentilezza reciproca della massima parte delle relazioni,  la cortesia insita nella specie e la capacità di dispensare affetto al  prossimo, indipendentemente dal sesso e dal ruolo sociale di questi; i  conigli sono creature gentili che necessitano di grandi spazi per poter  vivere felicemente in armonia.</p>
<p>Un buon esempio di linguaggio del  corpo è quello che comunemente io chiamo il &#8220;saluto&#8221;, l&#8217;equivalente di  un inchino medioevale.</p>
<p>Quando due conigli amici si incontrano nel  corso del loro vagabondare, se si riconoscono a prima &#8220;vista&#8221; e  desiderano interagire, si avvicinano frontalmente senza alcun bisogno di  annusarsi in dettaglio (l&#8217;annusamento ostentato fa parte degli  atteggiamenti di presa di contatto tra estranei, normalmente non lo si  usa tra appartenenenti allo stesso gruppo sociale) e subito quello dei  due gerarchicamente più basso nella struttura sociale del branco china  la testa ben piatta orizzontalmente, rasente al suolo, mentre tutto il  suo corpo eccetto le orecchie (attente) tende alla posizione globosa e  resta immobile per alcuni momenti, l&#8217;altro lo osserva da vicino per  accertarsi di essere oggetto di adeguato rispetto (in caso l&#8217;omaggio non  si riveli adeguato, segue una veloce aggressione-promemoria).</p>
<p>Dato  che rispettivi ruoli sono già chiaramente definiti, questo inchino non  indica paura (le orecchie NON sono piatte sul corpo e tese  spasmodicamente all&#8217;indietro ma attente, rivolte all&#8217;insù, gli occhi  sono serenamente socchiusi in segno di benessere, NON sono spalancati  per il terrore), si tratta al tempo stesso di un cortese riconoscimento  della posizione sociale dell&#8217;altro e di una ricerca di attenzione  sociale. Il saluto viene infatti sovente completato spingendo la testa  in avanti sotto il mento del compagno: è quest&#8217;ultima una richiesta di  coccole che il dominante è solito accogliere con gentilezza,  somministrando leccatine affettuose dirette agli occhi e alla fronte. Il  sottomesso indica chiaramente a sua volta di gradire le attenzioni in  atto, mantenendosi immobile nella posizione di saluto e socchiudendo  beatamente gli occhi.</p>
<p>Questa richiesta di coccole viene anche  riservata al proprio compagno da una femmina affezionata (saltuariamente  anche da parte di lui verso di lei), nella coppia il maschio non  castrato ha infatti il ruolo del dominante.</p>
<p>Il saluto è il più  comune atteggiamento che un coniglio non-dominante rivolge al suo amico  umano, in segno di omaggio, dopo essergli corso incontro. Il modo  corretto di rispondere non è certo prendere in braccio il povero  coniglio (che MOLTO raramente gradisce), o cercare di rassicurarlo  pensandolo spaventato. Sarebbe molto meglio mostrare di comprendere il  senso del messaggio, chinandosi lentamente fino a lui, per accarezzargli  delicatamente la zona della testa, soprattutto la canna nasale, il  contorno-occhi e la fronte. Al coniglio fa infinitamente piacere ed egli  lo manifesta chiaramente restando immobile ad occhi serenamente  socchiusi, può anche sollecitarci a continuare spingendo la sua canna  nasale sotto alla nostra mano.</p>
<p><strong>Autore: Carla Stockar di  Magic Valley</strong><br />
Per approfondimenti: <a href="http://www.magic-valley.ch/">www.magic-valley.ch</a></p>
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		<title>La pubertà nel coniglio</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Mar 2010 09:37:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Protty</dc:creator>
				<category><![CDATA[comportamento]]></category>
		<category><![CDATA[adolescenza]]></category>
		<category><![CDATA[Marzia Possenti]]></category>
		<category><![CDATA[pubertà]]></category>

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		<description><![CDATA[Un articolo del Med. Vet. Marzia Possenti LA PUBERTA&#8216; NEL CONIGLIO: come riconoscerla e cosa fare per migliorare il rapporto con il coniglio in questo delicato periodo E&#8217; importante chiarire il ruolo della puberta&#8217; nello sviluppo comportamentale del coniglio. Poiche&#8217; si tratta di un mammifero questa specie segue molte delle &#8220;regole comportamentali&#8221; di questo gruppo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Un articolo del Med. Vet. Marzia Possenti</strong></p>
<p align="center"><strong>LA PUBERTA</strong><strong>&#8216; NEL CONIGLIO: <em>come  riconoscerla e cosa fare per migliorare il rapporto con il coniglio in  questo delicato periodo</em></strong></p>
<p>E&#8217; importante  chiarire il ruolo della puberta&#8217; nello sviluppo comportamentale del  coniglio.</p>
<p>Poiche&#8217; si tratta di un mammifero questa specie segue molte delle  &#8220;regole comportamentali&#8221; di questo gruppo di animali. Una di queste  regole consiste nelle caratteristiche della puberta&#8217;: la puberta&#8217; e&#8217; il  momento in cui gli organi sessuali maturano e iniziano a produrre ormoni  sessuali, principalmente testosterone nel maschio ed estrogeni e  progesterone nella femmina.<br />
La coniglia diviene pubere attorno ai  5-6 mesi, il coniglio attorno ai 4: conigli di peso maggiore divengono  puberi piu&#8217; tardi rispetto a conigli piu&#8217; piccoli.</p>
<p>Dal punto di vista dello sviluppo psico-etologico e&#8217; un momento  cruciale, durante il quale il coniglio &#8220;rimette in discussione&#8221; tutte le  cose apprese fino a quel momento.</p>
<p>Durante questo periodo compaiono i comportamenti legati alla sfera  sessuale, come il corteggiamento e la copula vera e propria, e il  comportamento di difesa del territorio.</p>
<p>Nella femmina iniziano anche, pressoche&#8217; costantemente, le false  gravidanze con conseguente aumento dell&#8217;intolleranza alle manipolazioni,  difesa di cuccioli immaginari e della tana, strappamento del pelo della  giogaia, riduzione dell&#8217;appetito.<br />
I sintomi di falsa gravidanza  possono essere presenti tutti o soltanto in parte, e con vari gradi di  evidenza.</p>
<p>In ogni caso si tratta di un periodo molto delicato durante il quale,  proprio perche&#8217; tutto viene rimesso in discussione, il coniglio puo&#8217;  &#8220;dimenticare&#8221; cose apprese nei mesi precedenti, come la socializzazione  con il gruppo umano con cui vive.</p>
<p>Poiche&#8217;, soprattutto nelle femmine, l&#8217;aggressivita&#8217; puo&#8217; aumentare  molto in questo periodo e&#8217; facile che il coniglio venga maneggiato di  meno, meno coccolato, che ci si interagisca meno. Questo puo&#8217;  rappresentare un vero pericolo, perche&#8217; il coniglio puo&#8217; andare incontro  ad un processo denominato &#8220;desocializzazione secondaria&#8221; per cui perde  la socialita&#8217; con l&#8217;uomo appresa durante i mesi precedenti la puberta&#8217;.</p>
<p><strong>E&#8217; di fondamentale importanza dunque sterilizzare i conigli  appena presentano i primi segni di puberta&#8217;, ovvero appena divengono  irrequieti, tentano di montare gli oggetti o gli altri membri del  gruppo, anche umani, mordono se si mettono le mani in gabbia mentre  prima non lo facevano, adottano dei pupazzi o altri oggetti come se  fossero figli da difendere, divengono intolleranti alle coccole,  saltellano insistentemente attorno ai piedi dei proprietari (i conigli  maschi), magari spruzzandoli con le urine, iniziano a marcare con feci  ed urine luoghi dove prima non sporcavano.</strong></p>
<p>Anche il comportamento di marcatura del territorio, assieme a quello  di difesa, compare alla puberta&#8217; e fa sì che il coniglio non solo  difenda attivamente i luoghi che ritiene propri (solitamente la gabbia)  aggredendo con morso e rampando, ma marchi questi posti con urine e feci  insistentemente e quotidianamente.<br />
Tutti i sintomi descritti finora  non compaiono alla puberta&#8217; costantemente in tutti i conigli e con la  stessa intensita&#8217;: ogni coniglio e&#8217; diverso e potra&#8217; presentare  combinazioni diverse di questi comportamenti, ma in ogni caso dovra&#8217;  essere sterilizzato al piu&#8217; presto appena li presentera&#8217;,  compatibilmente con il suo stato di salute e con la gravita&#8217; dei  comportamenti, in modo da evitare i fenomeni di desocializzazione gia&#8217;  descitti ed il processo di fissazione dei comportamenti, frequente  soprattutto con le marcature.</p>
<p>La fissazione dei comportamenti lo portera&#8217; a mantenere comportamenti  tipici della puberta&#8217; e dell&#8217;adulto non sterilizzato anche dopo la  sterilizzazione e potrebbe richiedere una terapia del comportamento per  essere curato.<br />
In altre parole piu&#8217; tempo passa fra la puberta&#8217; e la  sterilizzazione e piu&#8217; e&#8217; probabile che il coniglio mantenga  comportamenti come marcare o mordere anche dopo l&#8217;intervento.</p>
<p>Per quanto riguarda invece i comportamenti relativi alla falsa  gravidanza scompaiono appena vengono eliminati dal circolo gli ormoni  sessuali. Bisogna inoltre considerare che gli ormoni in circolo al  momento della sterilizzazione non vengono eliminati con l&#8217;intervento  chirurgico, ma vengono lentamente metabolizzati dall&#8217;organismo nelle  settimane successive alla sterilizzazione: non bisogna dunque pensare  che i comportamenti legati alla puberta&#8217; scompariranno immediatamente  dopo l&#8217;intervento, ma che andranno scemando lentamente fino a sparire  del tutto nell&#8217;arco di 2-3 settimane.</p>
<p><strong>E&#8217; importante ricordare infine che, per la coniglia, la  sterilizzazione e&#8217; di fondamentale importanza anche per la prevenzione  delle patologie uterine, estremamente frequenti in questa specie (2  coniglie su 3 dopo i 3 anni)</strong>: la violenta stimolazione ormonale  cui viene sottoposto l&#8217;utero in questa specie rende estremamente  frequenti problemi quali la piometra (accumulo di pus nell&#8217;utero) e le  neoplasie sia benigne che, molto piu&#8217; spesso purtroppo, maligne.</p>
<p>Purtroppo non esiste nessuna terapia che sia ugualmente efficace nel  risolvere sia i problemi comportamentali che organici conseguenti alla  pubertà, ne consegue che, se per un maschio che non presenta i  comportamenti problematici dell&#8217;adulto la sterilizzazione si potrebbe  anche evitare (anche se si tratta di evenienze rarissime), per la  femmina e&#8217; comunque da consigliare per evitare non soltanto problemi  comportamentali ma anche patologie organiche.</p>
<p><strong>Med. Vet. Marzia Possenti</strong></p>
<p><strong><br />
</strong></p>
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		<title>L&#039;importanza dell&#039;età della femmina nel primo accoppiamento</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Mar 2010 15:42:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Protty</dc:creator>
				<category><![CDATA[vita di coppia]]></category>
		<category><![CDATA[Cinzia e Giuliano]]></category>
		<category><![CDATA[Ciobin]]></category>
		<category><![CDATA[Puccipu]]></category>

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		<description><![CDATA[Questa è la storia della mia Puccipu , lei è una bellissima coniglietta di circa 5 mesi che avevamo deciso di prendere per tenere compagnia al nostro coniglietto Ciobin che sta con noi da quasi 3 anni. Questa è la storia della mia Puccipu , lei è una bellissima coniglietta di circa 5 mesi che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questa è la storia della mia Puccipu , lei è una bellissima coniglietta di circa 5 mesi che avevamo deciso di prendere per tenere compagnia al nostro coniglietto Ciobin che sta con noi da quasi 3 anni.</p>
<p>Questa è la storia della mia Puccipu , lei è una bellissima coniglietta di circa 5 mesi che avevamo deciso di prendere per tenere compagnia al nostro coniglietto Ciobin che sta con noi da quasi 3 anni.<br />
Vorrei precisare che non abbiamo mai voluto sterilizzarli, perché , anche se dicono che non soffrono io non me la sentivo di sottoporli ad un intervento e magari di fargli rischiare la vita , avrei affrontato il &#8220;problema cuccioli&#8221; quando si fosse presentato.<br />
Cosi sono sempre stati liberi nella grande terrazza che abbiamo e subito si sono innamorati, erano sempre vicini che si leccavano e dormivano, praticamente inseparabili.<br />
Passando 3 anni con un coniglio ho capito che sono animali splendidi ma anche fragili, ed ho imparato ad osservare ed a fare attenzione a non sottovalutare mai ogni minimo cambiamento sia fisico che di comportamento,è molto importante.<br />
Ciobin gia da piccolo ha avuto un problema ad un occhio, una sera mi sono accorta che l&#8217;occhio era molto rosso ,nella parte bianca ed anche nella cornea, cosi sono corsa dalla veterinaria. L&#8217; occhio aveva subito un trauma e con il passare dei giorni ci siamo accorti che non ci vedeva, infatti ora la cornea ha delle sfumature bianche e l&#8217;occhio è irrimediabilmente cieco.<br />
Ciobin pesa circa 1,7 kg e con un occhio cieco i suoi salti non sono molto precisi, così è capitato che un giorno sbagliando un salto è caduto male e si è rotto il bacino. Lo si vedeva che non appoggiava bene la zampa posteriore e dalle radiografie abbiamo visto la causa. Per fortuna con un po&#8217; di riposo in un mese è guarito perfettamente.<br />
Puccipu pesa circa 1 kg , e questo è il massimo del suo peso, ma ultimamente aveva la pancia gonfia e non voleva piu essere presa in braccio, ed un giorno ha cominciato a strapparsi i peli dal petto costruendosi un nido, strappandogli qualche ciocca anche a Ciobin quando si avvicinava, figuratevi i salti che faceva lui …. Cosi abbiamo capito che era incinta, infatti appoggiando la mano sul ventre si poteva sentire un movimento inequivocabile.<br />
Non ci potevamo credere! eravamo molto emozionati…<br />
Sarebbero nati dei cuccioli… pensavo che sarebbero passati dei giorni, ma gia la mattina dopo era in preda ai dolori e cominciava a spingere ad intervalli di circa 20 minuti. L&#8217;abbiamo subito portata nella stanza da sola in maniera che fosse tranquilla e poi ho telefonato alla veterinaria e lei mi ha detto che non dovevo fare niente, che avrebbe fatto tutto lei (Puccipu) da sola.<br />
Cosi siamo andati a letto pensando l&#8217;indomani di trovare una tenera sorpresa, ma invece non era ancora nato nessun cucciolo e Pucci continuava a spingere e perdere sangue. Qualcosa non andava e non sopportavo piu di vederla soffrire, lei mi si avvicinava e spingeva per farmi capire di aiutarla, la vedevo soffrire, tremava e si rannicchiava con le zampine posteriori a coprirsi la pancia, io mi sentivo cosi male… allora l&#8217;ho presa e sono corsa dalla veterinaria, subito gli ha fatto una radiografia e da lì abbiamo visto che c&#8217;era un cucciolo, ma troppo grosso e che non avrebbe mai partorito, non ci passava … la cosa era grave se non facevamo qualcosa Pucci sarebbe morta…. L&#8217;unica soluzione era operarla ed asportare utero ed ovaie, ma le speranze che mi davano erano poche, non sapevano se avrebbe sopportato l&#8217;anestesia e poi l&#8217;operazione, nei casi precedenti le coniglie operate erano morte. La disperazione ed il dolore che ho provato è indescrivibile, i minuti, le ore non passavano mai ed al solo pensiero di poterla perdere non ci potevo credere…. Sono poche le persone che capiscono, per tanti è &#8220;solo un coniglio&#8221;, per me è molto di piu, quello è stato un giorno orribile….<br />
È stato, si, perché ora a distanza di 10 giorni la mia Puccipu è guarita e sta bene, le hanno tolto l&#8217;utero e le ovaie, mi hanno poi detto che il cucciolo era gia morto ed anche malformato. La mia Pucci non potra&#8217; mai piu avere cuccioli, ma ora lei è viva sta bene salta corre e gioca, ogni tanto gli faccio incontrare Ciobin e lei si ferma vicino a lui e cerca le sue coccole , ma lui vorrebbe fare qualcos&#8217;altro, quando sara&#8217; passato un po&#8217; di tempo ritorneranno liberi insieme sulla terrazza, per ora voglio assicurarmi che si riprenda bene. Anche con noi è molto affettuosa, forse piu di prima, ed anche dalla veterinaria è diventata famosa, sono molto orgogliosi di lei e la riempiono di carezze.<br />
Ora anche noi stiamo bene, ma chiedendo alla veterinaria una spiegazione a quello che è successo mi ha detto che probabilmente la Pucci era troppo giovane per essere fecondata e che questo puo&#8217; essere stata la causa di questo cucciolo cosi enorme, hanno detto che non è raro che la prima gravidanza vada male, specialmente se hanno un cucciolo solo.</p>
<p>Si dovrebbe quindi tenere il maschio lontano dalla femmina fino a che lei non ha minimo 6-7 mesi di eta&#8217; in modo che sia fisicamente pronta ad affrontare una gravidanza.</p>
<p>Comunque tutto è passato, è bello vederla saltellare insieme a Ciobin, passerei delle ore a guardarli, forse anche loro a guardare noi, e voglio a tutti e due molto bene, fanno parte della nostra famiglia, ci danno molta felicita&#8217; e noi cerchiamo di ricambiare sperando di passare con loro ancora molti anni….<br />
la maggior parte della gente non sa cosa si perde ad amare gli animali…..<br />
ma quando vedo che anche altre persone sono come me questo mi riempie di felicità.</p>
<p>Mando un saluto a tutti voi amici degli animali ed un abbraccio a tutti i coniglietti…<br />
E ringrazio questo sito per avermi dato la possibilita&#8217; di scrivere una piccola parte della vita dei miei conigli che forse magari potra&#8217; essere utile a qualcuno per non fare lo stesso mio errore….</p>
<p>Puccipu ,Ciobin , Cinzia e Giuliano .</p>
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